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Filosofie greche antiche: Talete, Ecateo, Anassimene, Anassimandro, Pitagora e il Pitagorismo, Senofane, Eraclito.

NICOLA TERRACCIANO
14 maggio 2005

FILOSOFIE GRECHE

Lineamenti per la scuola e per la libera cultura

PREMESSA

Le autentiche filosofie sono libere e profonde riflessioni personali, insiemi di originali ragionamenti, che si fondano sulla forza e sulle regole della sola ragione, a differenza delle religioni, che si fondano sulla fede in particolari persone o scritti della storia, e dei modi di pensare comuni, che si fondano sulla tradizione, sul costume, sulle credenze dei padri e delle comunità nelle quali si vive.

La ragione filosofica, sempre congiunta ad osservazioni naturali e storiche, tende a cogliere aspetti generali (non particolari, come fanno le varie scienze) della prismatica, infinita Verità dell’universo, della natura, dell’uomo, della storia.

Le filosofie, dalle prime di 2600 anni fa a quelle di oggi, sono tutte preziose e insostituibili. Nessuna è superata, nessuna è superabile, ognuna è originale. Così come avviene per le opere musicali, pittoriche, scultoree, architettoniche, filmiche. La diversità è ricchezza di Verità, di Bellezza, di Bene.

Credere e affermare che una sola o poche filosofie afferrano ed esauriscono l’infinita ricchezza della Verità è posizione illogica e puerile, come la illusione-pretesa del bimbo ingenuo, che crede di aver raccolto ed esaurito il possente, infinito mare nel suo secchiello. Lo stesso vale per chi crede e afferma che una o poche opere musicali, pittoriche, scultoree, architettoniche, filmiche afferrano ed esauriscono l’infinita ricchezza del Bello.

La conoscenza delle filosofie rischiara e amplia la mente, nutre e muta l’anima. Rende più consapevoli della misteriosità del nostro personale destino nella misteriosità dell’infinito universo e ci aiuta a cogliere la nostra dignità, la nostra fragilità, a vivere ed agire con più lucida consapevolezza, con più profonda responsabilità, così fondamentali nella nostra attuale condizione storica complessa, vorticosa, affascinante, pericolosa, sempre rischiosa, giacché le umane azioni, essendo libere, sono imprevedibili negli effetti.

Questi lineamenti delle filosofie dell’Occidente sono elaborati con un’ottica di divulgazione, per portare tanti fondamentali ragionamenti filosofici, come meritano e nello spirito aperto col quale sono nati, al livello più ampio possibile di diffusione, dalla scuola all’uomo, alla donna di ogni età, di ogni condizione sociale, che sentono il fondamentale e salvifico dovere dell’essenziale conoscenza. Ha detto il padre Dante ”Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.”

La divulgazione intende essere la più possibile fedele, nei limiti delle personali forze, secondo l’insegnamento filologico, senza cadere negli estremi del dire troppo, che appesantisce, e del troppo poco, che lascia insoddisfatti.


FILOSOFIE DELLA GRECIA ANTICA


TALETE

Vita

Nacque e visse 2600 anni fa circa (tra il 624 e il 545 a.C. circa) a Mileto, colonia greca in Asia Minore (attuale area costiera della Turchia, che si affaccia sul Mar Egeo, vedi cartina), grande, vivace, aperta città portuale e commerciale, che aveva relazioni con i popoli e le culture del vicino Oriente (Persia, Mesopotamia, Egitto).

Posizione storica e tesi principali

1) Viene spesso denominato ’padre della filosofia e della scienza’: per la prima volta nella storia culturale mediterranea, dell’Occidente, la ragione e l’osservazione prendono un deciso sopravvento sul sentito dire, sulla tradizione, sulla mentalità fantastica, mitologico-religiosa. Fu considerato nella civiltà antica come uno dei Sette Sapienti.
2) La tradizione assegna a Talete scoperte di geometria e di astronomia (es. sull’eguaglianza dei triangoli e sulla previsione delle eclissi solari).
3) Talete affermava che l’eterno, inesauribile principio (in greco’archè’) di tutte le cose era l’acqua, l’elemento-forza liquido ed umido, senza del quale non vi sarebbero realtà e vita. Questa possente intuizione scientifico-filosofica rinnova il suo fascino ancora oggi, nell’epoca delle esplorazioni spaziali, quando ci domandiamo anzitutto se ci sia l’acqua su Marte o su altri corpi celesti.

I ragionamenti

“La maggior parte di coloro che per primi si applicarono ai problemi filosofici ritennero che principi di tutte le cose fossero soltanto quelli di specie materiale. Ciò da cui, infatti, sono le cose che sono, ciò da cui inizialmente si generano e ciò in cui alla fine si corrompono, dal momento che la sostanza permane e cambia solo nei suoi accidenti, questi essi dicono essere elemento e principio delle cose che sono, e per questo pensano che nulla si generi nè si distrugga, dal momento che tale natura resta sempre salva...Talete, che fu l'iniziatore di tale filosofia, dice che è l'acqua...traendo forse tale supposizione dal vedere che l'alimento di tutte le cose è umido e che perfino il caldo si genera dall'umidità e di essa vive (e ciò da cui ha inizio la generazione, questo è il principio di tutte le cose); da ciò, dunque, trasse la sua supposizione e dal fatto che i semi di tutte le cose hanno una natura umida: e l'acqua è il principio naturale per tutte le cose umide."

ARISTOTELE
IV secolo a.C.


ECATEO

Vita

Nacque anche lui a Mileto, come Talete, Anassimandro, Anassimene, intorno al 550 a.C. Compì molti viaggi in Occidente, in Asia, descrivendo i luoghi conosciuti nell’opera’Giro della Terra’. Scrisse anche un’altra opera ’Genealogie’. Morì intorno al 480 a.C.

Posizione storica e tesi principali

1) E’ considerato il fondatore della geografia scientifica ed uno dei padri della storia (Erodoto attinse molto da Ecateo).

2) Influenzato dall’atmosfera culturale stimolante di Mileto, decisamente razionalista, sostituì alle tradizionali conoscenze vaghe, confuse, leggendarie, una descrizione molto più precisa delle caratteristiche naturali delle varie città e dei diversi popoli visitati; liberò la tradizione delle origini delle varie genti greche dagli aspetti più contraddittori, assurdi, fantastici.

Ragionamento

“Io scrivo queste cose come a me sembra siano vere, perché i racconti dei Greci sono molti e, come a me pare, risibili.”



ANASSIMENE

Vita

Fu concittadino di Talete, Ecateo, Anassimandro e visse tra il 590 e il 530 a.C.

Tesi principali

1) Anassiméne affermava che il principio di tutte le cose era l’aria. Essa si muove sempre e, attraverso i processi della condensazione e della rarefazione, si trasforma in acqua, fuoco, terra.
2) L’aria non è solo l’elemento materiale fondamentale della realtà, ma anche il principio di vita di tutti gli esseri. I viventi infatti rivelano nel respirare il profondo legame dell’esistenza con l’aria, rinforzato dall’osservazione della morte, che si verifica quando non si respira più.

Ragionamenti

“Anassimene, anche lui di Mileto,…disse che il principio è l’aria indeterminata…Essa si muove sempre, perché altrimenti nulla potrebbe trasformarsi. Condensata e rarefatta, appare in forme differenti: quando si dilata fino ad essere molto leggera, diventa fuoco; quando si condensa, diviene vento. Se la condensazione continua, si producono le nuvole; se la condensazione aumenta, l’acqua; se aumenta ancora, la terra; alla massima condensazione, si formano le rocce.”

IPPOLITO – III secolo d.C.

ANASSIMANDRO

Vita

Fu concittadino di Talete, Ecateo, Anassimene e ad essi contemporaneo.

Tesi principali

1) Si interessò molto di astronomia e di geografia, disegnando ad es. una carta della Terra, che considerava sferica e posta immobile al centro dell’Universo.
2) Anassimandro affermava che il principio di tutte le cose, proprio per essere principio di esse, non poteva identificarsi con una delle cose stesse (es. l’acqua o l’aria). Esso era un elemento indeterminato per qualità e infinito per potenza. Ad esso era connaturato un movimento vorticoso, che separava i contrari presenti nell’infinito-indeterminato, anzitutto il freddo dal caldo. Quest’ultimo aveva dato origine alla sfera celeste infuocata; essa, agendo sull’acqua, prodotta dal freddo, per evaporazione, aveva formato i venti e l’aria. L’acqua, essiccandosi, si era trasformata in terra.
3) Nell’acqua erano nati i primi esseri viventi e da essi, per evoluzione, erano derivate tutte le specie, compresa quella umana. L’importanza dell’acqua veniva così ripresa da Talete, ma fatta rientrare in una più vasta e profonda interpretazione, nella quale era abbozzata una interpretazione rivoluzionaria, che sarà sviluppata in modo organico e sistematico solo nell’Ottocento con l’inglese Darwin nel suo capolavoro ’L’origine delle specie’, (1859) .
4) La nascita dei viventi, e dell’uomo in particolare, viene interpretata da Anassimandro, oltre che in una prospettiva scientifico-naturalistica, anche da un punto di vista morale-religioso: il nascere è un misterioso, temerario distacco dal grembo indeterminato-infinito, per tentare e vivere l’avventura dell’esistenza individuale nel tempo. La sofferenza e la morte sono l’inevitabile espiazione, alla quale deve pertanto soggiacere ogni vivente.

Ragionamenti

"Anassimandro…nato a Mileto, diceva che principio ed elemento delle cose é l'indeterminato, qualcosa cioè che non può essere definito né aria, né acqua, né altro; che le parti mutano, ma il tutto è immutabile; che la terra sta in mezzo, in posizione centrale, ed ha forma sferica. Per lui la luna non ha luce propria, ma è illuminata dal sole; il sole, poi, non è inferiore per grandezza alla terra, ed è fatto di fuoco allo stato puro...Fu anche il primo a disegnare i contorni delle terre e dei mari, e costruì anche un mappamondo."

DIOGENE LAERZIO
III secolo d.C.


IL PITAGORISMO

Questo grande orientamento filosofico, scientifico, religioso, politico, prende il nome da Pitagora, che nacque a Samo, altra colonia greca dell’Asia minore (vedi cartina), verso il 580 a.C. Egli, a causa dell’avanzata dei Persiani, fu costretto ad emigrare nell’Italia meridionale, allora denominata ‘Magna Grecia’, per la presenza sulle coste della Calabria, della Puglia, della Campania, della Sicilia, di ricche e floride colonie di emigrati dalla madrepatria, stabilendosi a Crotone. Qui fondò una scuola di carattere religioso, politico e scientifico molto selettiva per chi voleva entrarvi ed aristocratica nelle sue posizioni politiche. La scuola fu distrutta dagli avversari politici di tendenza democratica e Pitagora dovette rifugiarsi a Metaponto, dove morì verso il 497 a.C.
Il Pitagorismo rinacque nei secoli successive ed ebbe sedi a Taranto e Tebe. Esso diede origine, oltre che alla grande tradizione matematica greca, anche ad una tradizione medica, di cui fu uno dei primi esponenti Alcmeone.
Il Pitagorismo influenzò anche uno scultore come Policleto (autore tra le altre della famosa statua ’Il Dorifero’ e che fissò il canone della statuaria greca, fondata sull’osservazione naturale, congiunta a precisi rapporti matematici), un architetto come Ippodamo di Mileto (inventore della pianta ortogonale delle città, fondata su precise dimensioni matematiche), e soprattutto un sommo filosofo, come il supremo Platone.

Posizione storica e tesi fondamentali

1) Per la lunga durata del Pitagorismo, è difficile accertare il vero pensiero del fondatore.
2) Pitagora è presentato dalle testimonianze storiche come un saggio famoso per le sue vastissime conoscenze (si pensi solo al teorema che porta il suo nome).
3) Fu il primo ad usare il termine ’filosofia’ ed a studiare la matematica in modo teorico.
4) Il fine della scuola pitagorica era lo stesso della religione orfica, diffusa molto anche nell’Italia meridionale: purificare l’anima dal ciclo delle esistenze o incarnazioni, fino a renderla finalmente e beatamente immortale. Ma, a differenza dell’orfismo, il Pitagorismo affidava la purificazione non solo all’osservanza di particolari riti o regole di comportamento, o dell’alimentazione vegetariana, ma soprattutto alla conoscenza aritmo-geometrica, all’astronomia, alla musica (di cui si scoprirono le regole matematiche), alla lettura dei poeti. Proprio per questo aspetto comunitario religioso, vigeva molto il principio di autorità del fondatore e delle dottrine consolidate, accentuando molto sul piano interno il momento dell’ascolto su quello del dialogo e della libera ricerca, che si sviluppò storicamente invece sul piano più strettamente matematico.
5) Dal punto di vista filosofico, le teorie più caratteristiche del Pitagorismo erano le seguenti: il numero, da intendere nelle stesso tempo in triplice senso (sia come realtà aritmo-geometrica, avendosi così numeri triangolari, quadrangolari, esagonali, sia come principio di ordine e di relazione tra le cose, sia come forza di vita) è il principio di tutte le cose. Analizzando le proprietà dei numeri, si possono intuire aspetti importanti dell’essere. Così, essendo il numero uno inizio e fondamento dei numeri sia pari che dispari, il contrasto e l’opposizione sono aspetti di fondo della realtà e si esplicitano in fondamentali coppie di contrari ( es. destra e sinistra, luce e tenebra, maschio e femmina, bene e male). Poichè l’uno, tuttavia, oltre che generatore di contrapposizioni, è anche forza di unificazione, nella realtà, oltre il contrasto, esiste ed opera anche un principio di armonia. Il numero è pertanto principio sia del contrasto che dell’armonia, che caratterizzano la realtà.
6) Il Pitagorismo è la prima possente, suggestiva visione del mondo che, dietro la realtà varia, spesso incomprensibile, quale ci viene rivelata dai sensi, intuisce un mirabile ordine matematico, che la ragione può afferrare, esplorare, definire soprattutto attraverso procedure teoriche aritmo-geometriche. Questa visione ha avuto e conserva una forza ed un fascino storico particolari, alla quale hanno consentito un Galilei e tutti gli scienziati e gli uomini di cultura, che toccano con mano come, senza la matematica, non si esce dal pressappoco, dal superficiale e come, solo con essa, si stringono e si dominano problemi teorici e pratici.
7) Sul piano astronomico il Pitagorismo affermò che la Terra non era il centro dell’Universo, ma girava con gli altri astri e il sole intorno ad un fuoco centrale. I Pitagorici sono stati gli unici scienziati-filosofi del mondo antico che non hanno condiviso il prevalente geocentrismo (la Terra ferma al centro dell’Universo), prolungatosi per un Millennio anche nel Medioevo, ed hanno offerto argomenti di forza teorica e di conforto storico agli inizi dell’età moderna, nel Cinquecento, per l’avvento della rivoluzione astronomica eliocentrica (la Terra non più ferma, ma in movimento, non più centro, ma solo uno dei pianeta intorno al sole), avviata dal polacco Niccolò Copernico con la sua opera ’De orbium coelestium revolutionibus’ del 1543. Gli astri, con i loro movimenti armonici, creavano una musica celeste, che Pitagora affermò di saper ascoltare.
8) Nel campo della medicina, il Pitagorismo sostituì all’atteggiamento magico o pratico degli ambienti popolari e contadini un orientamento scientifico-filosofico: ma la medicina, pur vicina alla filosofia nell’impostazione razionale, secondo Alcmeone, deve procedere più cauta ed aderente all’esperienza. La salute è equilibrio ed armonia dei vari elementi che compongono il corpo umano.
Ragionamenti

“Filosofo non vuol dire sapiente, poiché nessuno è sapiente fuorché Dio, ma amico della sapienza…tuttavia il filosofo incarna la forma più pura di uomo, perché eleva alla contemplazione delle bellezze supreme.” PITAGORA

“Quanto alle cose invisibili, quanto alle mortali gli dei hanno una scienza palese, gli uomini invece congetturale.” ALCMEONE

“Pitagora proibiva di offrire a Dio sacrifici sanguinosi.” DIOGENE LAERZIO

“Parve loro di ravvisare nei numeri molte analogie con quanto esiste e accade più di quante nel fuoco, nella terra e nell’acqua.” ARISTOTELE

“Tutte le cose conosciute hanno un numero, si fondano sul numero, perché esso è tale che, senza di lui, nulla potremmo né pensare, né conoscere.” FILOLAO di Crotone

“Affermavano che i contrari sono principi delle cose…L’armonia si produce totalmente dai contrari, perché l’armonia è riduzione all’uno di più cose mescolate.” ARISTOTELE

“Sembra a me che coloro che sono versati nelle matematiche giungano a sicure conoscenze e non vi è nulla di straordinario che essi possano rettamente pensare intorno a ciascuna delle cose fra quante ve ne sono.” ARCHITA di Taranto

“A coloro che dicono che la Terra sta nel mezzo si contrappongono i Pitagorici: essi dicono che nel mezzo c’è il fuoco e che la Terra, essendo uno degli astri, si muove circolarmente intorno al mezzo, dando così luogo alla notte ed al giorno…ma tali discorsi non fanno in base a ciò che appare, ma sforzandosi di adattare insieme certi loro ragionamenti ed opinioni con ciò che si vede: si deve dare il posto più onorevole (il punto di mezzo) a ciò che è più onorevole, ed il fuoco è più onorevole della terra.” ARISTOTELE


SENOFANE

Vita

Nacque a Colofone, colonia greca in Asia Minore (vedi cartina) verso il 560 a.C. Fu discepolo di Anassimandro. Lasciò la sua cittadina natale, quando essa fu occupata da Persiani ed andò girando per le città e le colonie greche come maestro di poesia, di morale, di nuova religiosità. Si fermò ad Elea, in Italia meridionale (sulla costa dell’odierno Cilento, in Campania) e lì morì verso il 488.

Posizione storica e tesi fondamentali

1) Senofane sottolineava spesso la difficoltà e la faticosità della ricerca della verità
2) Ebbe anche interessi scientifici (che risultano tuttavia secondari nei confronti di quelli morali e religiosi) : affermava che tutto deriva dall’acqua e dalla terra e che in origine tutto fosse una specie di fango marino poi disseccatosi, come dimostravano le impronte sulle rocce di conchiglie e di pesci, osservate direttamente a Malta e a Siracusa.
3) Polemizzava con gli uomini comuni che onoravano più le bravure degli atleti che vincevano le gare che il sacrificio dei sapienti, che avvicinano alla verità ed aiutano a liberarci dall’ignoranza e dalla superstizione.
4) Polemizzava soprattutto con Omero ed Esiodo, i maestri e le guide delle generazioni greche, poiché essi diffondevano ed additavano immagini religiose false e modelli di immoralità.
5) Senofane sosteneva che l’antropomorfismo, la tendenza cioè degli uomini a rappresentarsi le divinità a propria immagine e somiglianza, creava falsità pericolose ed allontanava il cuore e la mente da un’autentica esperienza religiosa. Questa memorabile critica resta ancora oggi attuale, giacchè, pur immersi in una civiltà scientifico-tecnologica, con pervasivi mezzi di comunicazione di massa, miliardi di persone sono ancora condizionate nel loro immaginario da questa forma grossolana, infantile-mitologica-primitiva, di concepire il divino.
6) Senofane riconosceva ed adorava un solo Dio impersonale, onnipresente, onnipotente, immutabile, immobile.
7) Possedeva una sensibilità poetica dolce e calda, che riusciva a ricreare certe atmosfere di distensione e di serenità nel travaglio della sua esistenza, così errabonda.

Ragionamenti

“Nessun uomo ha mai scorto ciò che è chiaro “

“Non dall’inizio la Divinità svelò le cose ai mortali, ma questi, cercando col tempo, scoprono ciò che è meglio.”

“Altro non è che terra e acqua quanto nasce…dalla terra ogni cosa e nella terra tutto termina”

“Se taluno riporta una vittoria nella corsa a Olimpia, cresce tra i cittadini la sua gloria…Avventati criteri ! Non è giusto preferire alla filosofia la forza fisica.”

“Tutti hanno imparato da Omero…Omero ed Esiodo attribuirono agli dei tutte quelle cose che presso gli uomini provocano onta e biasimo: cioè rubare, commettere adulterio ed ingannarsi reciprocamente.”

“I mortali pensano che gli dei sono stati generati e che abbiano voce e aspetto come loro…Gli Etiopi dicono che i loro dei sono camusi e neri e i Traci dicono che hanno gli occhi azzurri e i capelli rossi…Ma se buoi e cavalli avessero mani, e potessero così disegnare come gli uomini, disegnerebbero figure di divinità simili a loro.”

“Un solo Dio…per nulla simile agli uomini né nell’aspetto, né nel pensiero. Tutto intero vede, tutto intero pensa, tutto intero ascolta…Ma senza fatica tutto realizza con la sola forza del pensiero.. Sempre nello stesso luogo permane, senza muoversi affatto, né a lui si conviene di passare da un luogo all’altro.”

“Come è bello, l’inverno, chiacchierare accanto al fuoco sopra un divano morbido, pieni di cibo, e dire, bevendo un vinello dolce e sgranocchiando ceci “Di dove sei ? Come ti chiami ? E dimmi un pò l’età ? Quanti anni avevi, quando vennero i Persiani ? “


ERACLITO

Vita

Nacque, visse e morì intorno al 500 a. C. ad Efeso, colonia greca dell’Asia Minore (vedi cartina). Conobbe Senofane. Era aristocratico di nascita, di sentimenti, di atteggiamenti. Fu chiamato ’oscuro’, per la complessità e la profondità delle sue argomentazioni, non facilmente afferrabili.

Posizione storica e tesi fondamentali

1) Eraclito polemizzava con gli uomini mediocri della sua città, che si facevano condizionare dal numero nel valutare il valore e la verità di un comportamento, di una credenza, di un ragionamento, e che spesso odiavano e scacciavano i migliori, perché non vi fosse accanto un metro di misura, che potesse far cogliere il loro basso livello di sensibilità morale e di atteggiamento critico. La loro vita appariva, agli occhi di Eraclito, più di dormienti che di uomini svegli, di persone presenti fisicamente, ma assenti a se stessi, come gli ubriachi. Eraclito è stato il primo ad evidenziare e cogliere i limiti e i pericoli del potere e del dominio delle masse, di una democrazia di massa che si fonda sul numero, sulla demagogia, sul solo valore della ricchezza, che crea una opinione pubblica, che esalta il conformismo dell’uomo medio ed opprime o limita la libera personalità.
2) Tuttavia assegnava ad ogni uomo la capacità di pervenire ad un atteggiamento critico e ad una maggiore vicinanza alla verità. La filosofia doveva rivolgersi a tutti, specialmente a quelli che erano più storditi e smarriti.
3) Negò la qualità di veri sapienti, di veri filosofi a Pitagora, a Senofane: non è tanto la quantità, ma la personalità, la profondità, l’originalità del conoscere che avvicina alla verità. Rivendicò pertanto come base di un autentico impegno filosofico l’indipendenza mentale e la riflessione personale. La verità è difficile da cogliere e occorre molto impegno per avvicinarsi ad essa.
4) Può essere considerato il primo vero filosofo nel senso stretto del termine, tutto preso da interessi generali e profondi, non disperso in varie curiosità particolari.
5) La possente intuizione filosofica di Eraclito si fonda su tre cardini: I. C’è una sola realtà, questo nostro mondo, eterno, non creato da alcuna divinità. II. Esso è dominato da una eterna legge di mutamento (che pochi sanno afferrare e tenere salda), che è l’inesorabile Tempo, che tutto muta, tutto consuma, tutto matura, tutto invecchia, tutto fa morire, tutto fa nascere, tutto fa crescere in una vicenda incessante e sempre nuova, mai identica, intrecciata di nascite e di morti, di gioventù e di vecchiaie. Niente è destinato a stare fermo, a rimanere uguale a se stesso, sempre avanti ogni momento vanno la realtà e la vita e la storia, producendo forme sempre nuove, sempre diverse, nate nel seno, dall’interno delle forme precedenti, che divengono vecchie e muoiono. Il nascere, il morire, il mutamento, la diversità, la novità, il contrasto, la contesa, l’agonismo, sono dimensioni fondamentali, coessenziali, ineliminabili, eterne della realtà. Senza di essi la realtà stessa non sarebbe. III. Questo eterno divenire non si svolge a caso e non produce nell’insieme disordine e caos, ma mirabile armonia, il che presuppone la presenza e l’azione immanente al divenire stesso di una Ragione (in greco ’Logos’), di una misura universale che regola gli eventi e i contrasti, che fissa e garantisce gli spazi e i limiti di ogni svolgimento, di ogni vita vecchia-nuova.
6) Il simbolo materiale di questa legge eterna presente nel fondo della realtà è il fuoco, mobile, guizzante, vivo, inesorabile negli effetti, come il Tempo: esso distrugge ogni cosa, ma da esso si genera ogni cosa con mirabile legge; sembra sempre uguale a se stesso, ma è sempre diverso da se stesso, perché ogni istante di fiamma è vita vecchia che si consuma e muore e vita nuova che viene alla luce e brilla.
7) La funzione che ha la Ragione per la realtà, ha la Legge per la città: essa individua e regola gli spazi possibili e i limiti delle molteplici, contrastanti, vecchie-nuove azioni umane. Perciò bisogna difendere le leggi e obbedire ad esse, altrimenti la convivenza va incontro alla rovina e al caos.
8) Il grande filosofo tedesco ottocentesco Hegel considerava Eraclito uno dei più grandi filosofi mai vissuti e diceva che aveva argomentato il più alto e profondo concetto del divenire.

Ragionamenti

“Uno solo vale per me diecimila, se è il migliore, e innumerevoli nessuno.”

“La folla di Efeso diceva: nessuno di noi sia migliore tra noi o, se qualcuno lo è, vada altrove.”

“Non vi abbandoni la ricchezza, Efesini, affinché sia universalmente nota la vostra malvagità.”

“(Essendosi Eraclito messo a giocare a dadi con dei fanciulli e circondandolo di curiosità gli Efesini) disse ”Di che, o pessimi, vi meravigliate ? Non è forse meglio far questo, anziché partecipare con voi alla vita politica ?”

“Vivono come se stessero dormendo…presenti, essi sono assenti…incapaci di ascoltare e di parlare.”

“Quali sono il loro intelletto e la loro mente ? Seguono i cantori popolari e si prendono come maestro il volgo, non sapendo che molti sono i cattivi, pochi invece i buoni.”

“Il sapere molto non insegna a pensare rettamente, altrimenti lo avrebbero insegnato a Pitagora, Senofane, Ecateo.”

“Vasta erudizione, cattiva capacità.”

“Ho indagato me stesso.”

“I termini dell’anima non potresti raggiungere con nessun viaggio, per nessuna strada; così profonda è la sua ragione.”

“Esiodo non sapeva cosa sono il giorno e la notte: sono infatti la stessa cosa.”

“Le cose fredde divengono calde e ciò che è caldo si raffredda; ciò che è umido si dissecca e ciò che si dissecca diventa umido.”

“Lo stesso: il vivente e il morto, il desto e il dormiente, il giovane e il vecchio: queste cose infatti tramutandosi sono quelle e quelle di nuovo tramutandosi sono queste.”

“La guerra è padre di tutte le cose e re di tutte le cose…Omero aveva torto di auspicare che la discordia si estinguesse fra gli dei e fra gli uomini; egli non comprendeva che in tal modo pregava per la distruzione dell’universo.”

“Tutto scorre.” ( in greco ’pànta réi’)

“Non si può discendere due volte nello stesso fiume, poiché nuove acque scorrono sempre intorno a te.”

“L’opposto concorde, e dai discordi bellissima armonia e tutte le cose divengono secondo contesa.”

“Il mondo che è lo stesso per tutti, non l’ha fatto alcuno degli dei e degli uomini, ma è sempre stato, è e sarà sempre un fuoco eternamente vivente, che si accende con misura e con misura si spegne.”

“Dio ( o Ragione, ‘Logos’) che è giorno-notte, inverno-estate, guerra-pace, sazietà-fame.”

“Il popolo deve combattere per la sua legge come per le sue mura.”





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