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Il programma rivoluzionario irrresponsabile del 1918 del 'Partito Socialista'

9 dicembre 2007.
Il programma pubblicato il 12 dicembre 1918 dalla direzione del Partito Socialista diceva:

“Il Partito Socialista si propone come obbiettivo l’istituzione della repubblica socialista e la dittatura del proletariato, con i seguenti scopi:
1) socializzazione dei mezzi della produzione e dello scambio: terre, industrie, miniere, ferrovie, piroscafi, con gestione diretta dei contadini, operai, minatori, ferrovieri e marinai;
2) distribuzione dei prodotti fatta esclusivamente dalla collettività a mezzo degli enti cooperativi e comunali;
3) abolizione della coscrizione militare e disarmo universale, in seguito all’unione di tutte le repubbliche proletarie internazionali e socialiste;
4) municipalizzazioni civili e del servizio ospitaliero; trasformazione della burocrazia; attribuzione dei servizi alla gestione diretta degli impiegati.”
(in Salvatorelli-Mira, Storia d’Italia nel periodo fascista, Einaudi editore, Torino, 1964, p.20)

Questo programma rivoluzionario irresponsabile, con le conseguenti strategie politiche e gli effetti diretti e indiretti prodotti nel sistema politico e sociale italiano di allora, fu tra le cause dell’avvento del fascismo, fondato a sua volta da un già noto e amato dirigente socialista, già direttore dell’Avanti, Mussolini, che, nella sua lucida strategia machiavellica di impadronirsi dall’interno dello stato, di accettare strumentalmente il regime liberaldemocratico per poi rivoluzionarlo in modo dittatoriale e plasmare in modo ideologico la società tutta, risente profondamente dell’influsso strategico marxista-engelsiano, fonte dell’ideologia socialista.

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