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Letino (provincia di Caserta). Il rinnovamento prodotto dalla maggioranza compatta di sinistra e dal suo sindaco, il geom. Antonio Orsi

23 ottobre 2007.
Su Letino, sulla sua cultura agricolo-pastorale, si possono avere notizie essenziali nella sezione ’Regioni e enti locali’ di questo sito, all’interno di un articolo dedicato allo scultore autodidatta letinese Stolu, le cui opere, disseminate per l’abitato e fuori, rendono ancora più singolare questo paese dell’Alto Matese campano.

Essendo stato invitato dall’amico sindaco geom.Antonio Orsi (militante da sempre di Rifondazione Comunista, seppur in modo critico e personale), per un parere sulla più adatta collocazione della lapide di memoria collettiva del moto internazionalista del Matese del 1877, ora che stanno sistemando la piazza più importante del paesello, tra la chiesa parrocchiale e la sede del municipio (anch’esso in restauro), ho potuto cogliere le profonde innovazioni, che in questi primi quattro anni ha prodotto il nuovo stile amministrativo della sinistra letinese.

Avendo sistemato la sede municipale in un altro funzionale edificio all’ingresso del paese (venendo da Piedimonte Matese), si è potuto cogliere il senso ordinato degli uffici, della piccola sala consiliare, dell’ufficio del sindaco, dell’archivio del Comune (che ricordavo anni fa disposto alla rinfusa in una stanza con vetri rotti e acqua e vento che potevano entrare).
Tutto è più preciso, sereno, moderno, anche la biblioteca comunale, che è nata e che è già dotata di 1500 volumi.

Il sindaco mi accompagna a visitare il paese, che mostra un volto rinnovato nei confronti di qualche anno fa, con le strade ordinate e senza immondizia, i muri accuratamente sistemati e con ringhiere più moderne e portafiori, i pali della luce estetici, gli spazi asfaltati, le viuzze rimesse a posto, i parcheggi più funzionali.

Tutto l’agro di masserie sparse, come ogni angolo del paese, è noto a questo giovane geometra, nativo di quassù, dove vivono i genitori e il fratello, mentre egli, per motivi di lavoro, fa la spola con Capriati al Volturno, dove ha anche la casa di recente sposo.

E mi fa notare l’impegno primario di tenere il territorio in ordine e sotto controllo, sia per quanto di competenza del Comune, sia dialogando e spingendo i privati a curare l’esterno e l’estetica delle case. E indubbiamente si notano i miglioramenti nei confronti della sciatteria e di un certo degrado degli anni precedenti, che avvicinava Letino ai paesi vicini tipicamente meridionali, spesso ordinati dentro e disordinati fuori.

Slarghi, insegne turistiche, riordini si notano un pò dappertutto ed appena vede un cassonetto dell’immondizia con materiale debordato sulla strada, telefona all’addetto, per lamentarsi giustamente e per sollecitare attenzione e intervento.

Ci sono stati circa 150 atti notarili di acquisto di case a Letino in questi ultimissimi anni, segno di un interesse di persone, di professionisti, che hanno scelto di investire quassù per un riparo di silenzio e d’aria, trovando condizioni elementari di vivibilità civile, che non richiedono di andare al Nord o sugli Appennini del Centro, ed hanno mantenuto l’estetica in pietra, restaurando tetti e interni.

Vi sono ormai diversi ‘bed and breakfast’, affollati nei mesi estivi, anche per i contributi regionali, ampiamente pubblicizzati dal Comune.

Si sta portando l’acqua con un deposito ed una lunga tubatura a quasi tutto l’agro, in modo che possano essere favorite opere di restauro e di utilizzo delle masserie e dei vecchi depositi di animali.

Si può costruire, ma solo a ridosso del paese, per sviluppare il nuovo in continuità con l’antico, avendo tutti i servizi vicini, senza costringere il Comune ad inseguire, dissanguandosi, gli insediamenti sparsi, come avviene in tanti altri luoghi della Provincia, caratterizzati dall’abusivismo e dal trionfo del privato.

Stanno nascendo prime iniziative di produzione di latticini.

Diversi cantieri sono aperti, specialmente quello sulla cima più alta del paesello, dove insistono i resti del castello, della santuario (e il cimitero), sottoposti entrambi ad un restauro preciso, fedele, serio, sotto la vigilanza della Sovrintendenza, e dove potranno ricavarsi anche ambienti per mostre.

Sentieri rimessi a nuovo per le passeggiate, impegno per l’accesso alle caverne di Cauto, per permettere la fruizione anche di un altro angolo del territorio letinese, vicino al piccolo lago, sono altri ‘fatti’ di questo giovane sindaco, che non fa chiacchiere e promesse.

Nello spirito nuovo di serietà amministrativa e di apertura, si è collaborato con il vicino Comune di Valle Agricola, per permettere ad esso di avere acqua dal Comune di Letino, evento di solidarietà che non si era mai verificato prima.

Il restauro del vecchio municipio (dove torneranno gli uffici) ha toccato anche un palazzetto vicino che si affaccia sulla piazza, acquistato da Comune, dove avrà sede un Museo.

Né vanno dimenticate le tante iniziative culturali dell’estate letinese, che, oltre a rendere attraente la residenza di chi viene a trascorrere le vacanze a Letino d’estate, attira cittadini e famiglie da ogni parte della Provincia.

Ma la cura maggiore è stata verso i giovani e la scuola. Per i primi e i secondi è stata attrezzata una palestra (con appena 10.000 euro investiti e controllati come le uscite di un padre di famiglia) per ginnastica, danza, incontri, balli, il pomeriggio e la sera, mentre di mattina è utilizzata dalla scuola. Quest’ultima trova sempre nel Comune ascolto, quando propone iniziative serie, e così è stata dotata di banchi nuovi, di aule computer e altro che viene richiesto all’interno della progettualità annuale.

Questa operosità amministrativa che deborda in questo tono più civile di tutto il paesello è legato ad una compattezza politica della maggioranza (Rifondazione e Ds, che presentarono nel 2003 una preziosa lista di ‘Sinistra plurale’, col simbolo di entrambi in bicicletta), alla prassi di dialogo costante tra i consiglieri, gli assessori, il sindaco, e con la gente, alla presenza costante e competente del sindaco che, essendo geometra, specialmente per i lavori pubblici, se ne intende e spinge le ditte a rispettare alla lettera il capitolato di appalto, anche perchè i lavori fatti male, date le poche risorse del Comune, non potrebbero essere rifatti o riparati.

Ma uno dei segreti di questo rinnovamento è lo spirito concreto di altruismo e di disinteresse che caratterizza il comportamento della sinistra letinese, a partire dal sindaco: non prendono indennizzi, che pur spetterebbero al sindaco (altrove 1200 euro) e agli assessori. Non prendono rimborsi di benzina o di telefonate. Tutto gratuito, per fedeltà ideale e politica, per dimostrare agli scettici e ai nonsipuotisti egemoni nel Mezzogiorno che il cambiamento era, è possibile, per dare un esempio a dirigenti e impiegati, che spesso sui Comuni fanno il bello e il cattivo tempo col pubblico denaro, avendo certi esempi davanti di sindaci e assessori.

Questo esperimento della sinistra letinese poteva essere assunto anche dai paesi vicini come Gallo Matese, Capriati al Volturno, Alife, Piedimonte Matese, Valle Agricola ad es., ma non si sono avute le fedeltà ideali, la costanza, la forza della solitudine, sempre nel dialogo con la sinistra e nella civiltà dei rapporti con gli avversari (mai nemici) che hanno avuto i compagni di Rifondazione di Letino, che hanno fatto sette anni di opposizione democratica, non hanno ceduto a lusinghe di potere e di posti personali, aspettando la maturazione delle condizioni di chiarezza politica, che soli possono permettere di avere maggioranze compatte e unite, capaci di incidere profondamente poi nella vita amministrativa e civile dei paesi.

Né da parte dei responsabili provinciali di Rifondazione, dei Ds o di altre forze di sinistra si è colta la novità proposta da quell’esperimento di ’Sinistra plurale’ che a Letino e in altre località era stato dibattuto e che ha maturato quella singolare, importante vicenda amministrativa, che ancora dura e prosegue con successo e che va fatta conoscere e tentata anche in altri contesti, con le stesse, singolari linee di comportamento.

Siamo stati a pranzo insieme, prima di congedarci, ed abbiamo avuto la lieta sorpresa di avere in offerta due vini rossi (naturalmente) ’Malatesta’ (uve piedirosso) e ’Cafiero’ (uve aglianico e barbera del Sannio) del singolare viticoltore Antonio Orsini di San Lupo(Benevento), località dalla quale partì la memorabile spedizione degli Internazionalisti del 1877, guidati appunto da Errico Malatesta e Carlo Cafiero, i fondatori del socialismo libertario italiano, e che proclamarono poi a Letino il dì 8 aprile la ‘Repubblica sociale’, segno di una memoria ancora forte lassù, e che l’amministrazione di Letino, già dagli anni Settanta, ha recepito, intestando una strada rispettivamente a Malatesta e a Cafiero.


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