www.liberalsocialisti.org/ news/ Razzismo e antisemitisimo fascisti del 1938 e anni seguenti. Quelli che hanno pagato e quelli no. I dieci che firmarono il 'Manifesto della razza' e quelli che aderirono

Razzismo e antisemitisimo fascisti del 1938 e anni seguenti. Quelli che hanno pagato e quelli no. I dieci che firmarono il 'Manifesto della razza' e quelli che aderirono

25 marzo 2008.
Dal libro di Franco Cuomo, I dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il ‘Manifesto della Razza’, Baldini e Castaldi Dalai, Milano, 2005, pp. 273
Il libro ha nella retrocopertina questa frase-appello ”Nessuno dimentichi i dieci scienziati del ’38. Si chiamavano Lino Businco, Lidio Cipriani, Arturo Donaggio, Leone Franzi, Guido Landra, Nicola Pende, Marcello Ricci, Franco Savorgnan, Sabato Visco ed Edoardo Zavattari. Legittimarono la deportazione in Germania di ottomila persone, tra cui settecento bambini. Volevano dimostrare che esistono esseri inferiori. E ci riuscirono, in prima persona. Perché lo furono.”

Il libro è molto più ricco della ricerca sui dieci firmatari del ’Manifesto della razza’, del 15 luglio 1938 (riportato nella prima appendice, pp.199-201, che apparve sui maggiori quotidiani dell’epoca, a partire dal ‘Giornale d’Italia’), perché si estende al contesto, agli altri responsabili e corresponsabili di questa pagina vergognosa della storia italiana del Novecento, una delle pagine più vergognose del già drammatico ventennio fascista.

Sono riportati in appendice tutti i documenti, che si riferiscono alla campagna razziale e antisemita:
I - Manifesto della razza, detto anche Manifesto degli scienziati razzisti (15 luglio 1938).
II - Il censimento dei razzisti italiani (quelli che sottoscrissero il 'Manifesto').
III - I ‘Giusti’ italiani (che a rischio della vita salvarono numerosi ebrei, sottraendoli alla caccia dei nazifascisti).
IV- I conventi della salvezza (le case religiose cattoliche che nella sola città di Roma ospitarono e nascosero ebrei perseguitati).
V- Organigramma dei funzionari preposti alla politica della razza (Il consiglio superiore della demografia e razza - Il tribunale della razza- La commissione per le discriminazioni- Consiglio di amministrazione dell’EGELI (Ente per la gestione e liquidazione immobiliare dei bene confiscati agli ebrei).
VI - Dichiarazione sulla razza del Gran Consiglio del fascismo (6 ottobre 1938).
VII - Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista (Regio decreto legge n.1390, 5 settembre 1938).
VIII - Integrazione e coordinamento in unico testo delle norme già emanate per la difesa della razza nella scuola italiana (Regio decreto legge n. 1799 del 15 novembre 1938).
IX – Provvedimenti per la difesa della razza italiana (regio decreto legge n.1728 del 17 novembre 1938).
X - Ministero dell’Educazione Nazionale. Provvedimenti per l’abolizione dei libri di testo di autori di razza ebraica (Circolare del 30 settembre 1938). Sono segnati 114 autori, tra i più prestigiosi anche dell’Università italiana. La circolare è firmata dal ministro Bottai (al quale il sindaco Rutelli voleva intestare una strada, iniziativa contrastata energicamente dalla comunità ebraica e poi abbandonata).
XI – Ministero dell’Interno: Provvedimenti razziali nel settore dello spettacolo (circolare del 18 giugno 1940. Direzione generale per la demografia e per la razza). Nel divieto di esercitare qualsiasi attività nel settore dello spettacolo erano compresi autori, librettisti, soggettisti, scenografi, attori di qualsiasi rango, registi, comparse, componenti i cori, i direttori e componenti di orchestre, il corpo di ballo e chiunque eserciti la sua attività nel campo teatrale come tecnici operai, personale di sala, di pulizia, di custodia (p.245).
XII - Ministero delle Finanze della Repubblica Sociale Italiana. Appunto per il duce sulla confisca dei beni ebraici (situazione al 31 dicembre 1944).
XIII - Ministero dell’Interno: precettazione e mobilitazione degli ebrei a scopo di lavoro (Circolare del 5 agosto 1942). Direzione generale per la demografia e la razza.
XIV - Processo’ a Pende (dalla rivista’Israele’ del 13 gennaio 1949).


Sono fatti con coraggio e chiarezza nomi e cognomi.

La tragedia che spiega tanti limiti ancora presenti nella nostra cara, amara Repubblica italiana è che molti responsabili di quella vergognosa pagina non pagarono alla fine del fascismo, né dopo, anzi mantennero cattedre e onori, divenendo esempio di impunità storica e di corruzione etico-politica.

Mai come in questo caso è doveroso ricordare, è doveroso non dimenticare.

Così il re Vittorio Emanuele III, firmatario delle indegne leggi razziali, ha pagato con la fine della monarchia e l’esilio, Mussolini ha pagato la regìa dell’operazione e la sua conduzione al sommo grado con la fucilazione, insieme a gerarchi collaboratori in tali direzioni.

Invece non hanno pagato:
-Nicola Pende, direttore dell’Istituto di patologia speciale medica dell’Università di Roma;
-Sabato Visco, direttore dell’Istituto di fisiologia generale dell’Università di Roma e dell’Istituto nazionale di biologia presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche;
-Arturo Donaggio, direttore della clinica neuropsichiatrica dell’Università di Bologna, presidente della società italiana di psichiatria;
-Franco Savorgnan, ordinario di demografia dell’Università di Roma, presidente dell’Istituto centrale di statistica;
-Edoardo Zavattari, direttore dell’Istituto di zoologia dell’Università di Roma;
-Lino Businco, assistente di patologia generale all’Università di Roma;
-Lidio Cipriani, incaricato di antropologia all’Università di Firenze, direttore del museo nazionale di antropologia ed etnologia di Firenze;
-Leone Franzi, assistente nella clinica pediatrica dell’Università di Roma;
-Guido Landra, assistente di antropologia nell’Università di Roma;
-Marcello Ricci, assistente di antropologia nell’Università di Roma.

Essi mantennero le cattedre nel dopoguerra (mentre ci furono problemi per il rientro dei docenti ebrei), hanno avuto onori e riconoscimento di toponomastica.

Il ‘Manifesto della razza’ , dopo che fu pubblicato sul primo numero della rivista ’Difesa della razza’, diretta da Telesio Interlandi, in data 5 agosto 1938, accanto ai primi già citati sottoscrittori, ebbe poi l’adesione di 392 personaggi, tra i quali Giorgio Almirante, Pietro Badoglio, Piero Bargellini, Renato Biasutti, Giorgio Bocca, Giuseppe Bottai, mons. Giovanni Cazzani, vescovo di Cremona, Luigi Chiarini, Galeazzo Ciano, Giuseppe Cocchiara, Gabriele De Rosa, Julius Evola, Amintore Fanfani, Roberto Farinacci, dott. Cesare Frugoni, Luigi Gedda, padre Agostino Gemelli, Giovanni Gentile, Rodolfo Graziani, Giovannino Guareschi, Mario Missiroli, Benito Mussolini, Romolo Murri, Paolo Orano, prof. Antonio Pagliaro, Giovanni Papini, Alessandro Pavolini, Camillo Pellizzi, mons. Giuseppe Maria Petazzi, Giovanni Preziosi, Enzo Santarelli, Ardengo Soffici, prof. Sergio Sergi, padre Pietro Tacchi Venturi (della Compagnia di Gesù e di ’Civiltà Cattolica), Achille Starace. L’elenco completo è alle pp.2002-207.

Uno degli intellettuali organici al regime fascista e amico e protettore di alcuni di quelli che firmarono il ‘Manifesto della razza’, in particolare di Nicola Pende, fu il prof. sen. Pietro Fedele, che fu anche membro del comitato scientifico della rivista ”Diritto razzista” di Stefano Cutelli (p.140), che diede spazio come consulenti del suo dizionario Utet ad alcuni dei firmatari del ‘Manifesto della razza’, come ‘Lidio Cipriani, che curava i temi connessi a razza e razzismo. (pp. 139-140).

Il tragico che emerge è che fu strettissimo il collegamento con gli ambienti e i responsabili della campagna razziale e antisemita di Germania con visite reciproche e conoscenze precise dello spirito, delle linee direttive, degli strumenti attivati per la soluzione finale nei confronti dei diversi e degli ebrei.

L’idea di una Italia non razzista e non antisemita non corrisponde affatto alla realtà storica ‘effettuale’, che la vede corresponsabile di primo piano a diversi livelli, e va sempre più approfondita, specialmente in questo anno, che è il 70° dell’inizio ufficiale della campagna razziale e antisemita.
Questo articolo è stato letto 1310 volte.