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Fonti per lo studio della storia di 'Giustizia e Liberta' e del 'Partito d'Azione'

2 gennaio 2010
"Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, Storia d’Italia nel secolo ventesimo. Strumenti e fonti. III. Le fonti documentarie, a cura di Claudio Pavone, Roma 2006, pp. 890 (Saggi 88)
8. GIUSTIZIA E LIBERTÀ E IL PARTITO D’AZIONE
Durante il periodo fascista nacque Giustizia e Libertà. Il movimento si costituì a opera di Carlo Rosselli ed Emilio Lussu dopo la loro fuga dal confino di Lipari avvenuta nell’estate del 1929. Da questa data fino alla fine della seconda guerra mondiale l’organizzazione si diffuse soprattutto in Italia e in Francia. Il complesso dei fondi archivistici noti come «archivi di Giustizia e Libertà» fu raccolto per volontà di Ernesto Rossi ed è conservato presso l’Istituto Storico della Resistenza Toscana di Firenze. Si tratta di 25 buste contenenti pubblicazioni a stampa; bollettini; materiale
di propaganda; relazioni; programmi; circolari; manifesti; rapporti con personalità, partiti e associazioni politiche; carteggio tra la direzione e i militanti operanti in Italia e negli Stati Uniti, documentazione relativa a esponenti di GL (nota 83).

La maggior parte degli aderenti a Giustizia e Libertà entrò nel Partito d’Azione, sorto nel 1942 e cessato di esistere nell’ottobre 1947 con la confluenza della maggioranza nel PSI. Di questo partito non esiste un archivio nazionale (nota 84).
Scrive Giovanni De Luna: «La dispersione dell’archivio centrale (…) non fu certamente dovuta soltanto ad incuria o negligenza. Vi concorsero almeno due elementi psicologici e politici: la sottolineata mancanza di memoria storica dei militanti di base, l’insofferenza per la burocrazia e l’efficientismo organizzativo nella gestione del partito. Gli archivi del Pd’A divennero comunque i tipici archivi ‘diffusi’, con la possibilità di diventare utilizzabili soltanto attraverso i percorsi più vari e occasionali» (nota 85).

Tra i percorsi da utilizzare vanno segnalate le carte dei protagonisti della vicenda azionista i quali, per la maggior parte, custodirono gelosamente le tracce della loro partecipazione alla vita del partito (nota 86) .

In alcuni rari casi sono stati salvati gli archivi ufficiali delle Federazioni locali del Pd’A (nota 87). La mancanza di un archivio centrale nazionale rende la documentazione di questi ultimi particolarmente preziosa, perché attraverso essa è possibile ricostruire la rete dei rapporti tra centro e periferia nonché parte dell’attività e dell’organizzazione del centro.


Note
Nota 83. Il complesso documentario è diviso in cinque fondi: Carlo Rosselli, Alberto Tarchiari, movimento Giustizia e libertà, Giustizia e libertà in Egitto, Mazzini Society. Per la descrizione cfr. C. CASUCCI, Archivi di Giustizia e libertà (1915-1945), Ministero dell’interno, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Roma, 1969; cfr. anche ISTITUTO NAZIONALE PER STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE IN ITALIA, Le formazioni GL nella Resistenza. Documenti, settembre 1943-aprile 1945, a cura di G. DE LUNA, Milano, Franco Angeli, 1985.

Nota 84. Presso l’Istituto di studi Ugo La Malfa è iniziata la raccolta, attraverso donazioni e acquisizioni, di documenti storici (circolari, opuscoli, lettere ecc.) relativi al Pd’A.

Nota 85. L. VALIANI – G. BIANCHI – E. RAGIONIERI, Azionisti, cattolici e comunisti nella Resistenza, Milano, Franco Angeli, 1971; G. DE LUNA, La rivoluzione democratica e il Partito d’azione. Guida ai documenti del Pd’a in Piemonte dell’archivio del Centro studi Piero Gobetti, in «Quaderni di mezzosecolo», 1979, 2, p. 8. Di De Luna cfr. anche Storia del Pd’a. La rivoluzione democratica (1942-1947), Milano, Feltrinelli, 1982, ripubblicato con integrazioni e aggiornamenti bibliografici presso gli Editori Riuniti, 1997.

Nota 86. Si segnalano: i fondi Luigi Boniforti, Carlo Campolmi, Enzo Enriques Agnoletti, Carlo Francovich, Raffaello Ramat, Nello Traquandi, Tristano Codignola presso l’Istituto storico della Resistenza in Toscana a Firenze; le carte Vincenzo Calace, Mario e Alberto Damiani, Giuliano Pischel, Mario Rollier custodite presso l’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, a Milano; il fondo Pasquale Schiano presso l’Istituto campano per la storia della Resistenza, a Napoli; il fondo Giorgio Agosti e le carte Aldo Garosci presso l’Istituto storico per la Resistenza in Piemonte, a Torino; le carte Ferrari presso l’Istituto storico per la Resistenza di Modena; presso la Fondazione Feltrinelli di Milano le carte di Leo Valiani. Presso l’Archivio centrale dello Stato di Roma si possono consultare gli archivi di Ugo La Malfa,
Ferruccio Parri, Guido Calogero.

Nota 87. Un’importante documentazione del e sul Partito d’azione piemontese – descritta da De Luna in La rivoluzione democratica e il Partito d’azione… cit. – è stata depositata dal Centro studi P. Gobetti di Torino all’Istituto storico della Resistenza in Piemonte: cfr. L. BOCCALATTE, Nota sui fondi di partito nell’Archivio dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea: il fondo Partito d’azione e il fondo PLI... cit. L’archivio storico della Federazione udinese è conservato presso l’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, Udine; quello dell’Esecutivo regionale della Liguria presso l’Istituto storico della Resistenza in Liguria, Genova; l’archivio del Pd’A fiorentino presso l’Istituto storico della Resistenza in Toscana, Firenze. Per una descrizione dettagliata di tali fondi, cfr. Guida agli archivi della Resistenza, cit., pp. 190, 538-539, 575-576, 801-804.

(pp.424-425 della sezione Gli archivi storici dei partiti italiani, a cura di Linda Giuva)"
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