www.liberalsocialisti.org/ news/ Nicola Terracciano, Il 20 agosto a Piazza Mercato, Napoli, ricordando Eleonora de Fonseca Pimentel e gli altri Martiri della Repubblica Napoletana del 1799

Nicola Terracciano, Il 20 agosto a Piazza Mercato, Napoli, ricordando Eleonora de Fonseca Pimentel e gli altri Martiri della Repubblica Napoletana del 1799

20 agosto 2017.
stata rara, composta, commossa, come ogni anno, ed ogni volta sempre più intensamente, la cerimonia di laica memoria a Piazza Mercato per Eleonora de Fonseca Pimentel anzitutto e per gli altri Martiri della Repubblica Napoletana, spenti dalla tirannia clericale lazzaronesca sanguinaria borbonica il pomeriggio del 20 agosto 1799, ma sempre presenti da allora nella storia e nella memoria civile nobile di Napoli, del Mezzogiorno, dell'Italia, d'Europa.

Anche quest'anno sono sventolate le bandiere della nostra cara Repubblica con quella italiana, doverosamente presente, nel richiamo di Benedetto Croce delle origini in essa del Risorgimento Italiano dell'Unità, della Libertà, dell'ingresso nella Modernità.

Sono stati accesi i lumini sul basamento della colonna, che si trova sul luogo del palco del supplizio alle spalle della chiesa di S.Eligio.

stato collocato presso il basamento citato un pannello con le immagini di Eleonora, del vescovo Michele Natale, di Domenico Cirillo, di Domenico Cimarosa, il cui inno è risuonato più volte nel cerchio dei presenti, a segnare i vari momenti della cerimonia, e con le scritte in grande "Senza memorie nobili, costantemente richiamate ed onorate, un Paese non ha futuro" e "Unità - Libertà - Eguaglianza - Pace - Lavoro", le stelle polari della Repubblica del 1799 e di quella nostra di oggi.

Quest'anno c'erano più persone, fedeli amici del "Nuovo Monitore Napoletano" e della tenace, commovente direttrice Antonella Orefice, presente discretamente col figlio fedele e attento, come la madre, nel dare testimonianza della salvifica memoria.

Si sono mossi Francesco Ruotolo e Annamaria Commeno, contattando ed animando coi nuovi mezzi moderni di collegamento amici interessati.

Alle ore 19.30 in punto, si è ascoltato per la prima volta l'inno.

Nicola Terracciano ha letto e commentato le prime parole di Eleonora sul primo numero del 'Monitore Napoletano' del 2 febbraio 1799 "Siam liberi in fine, ed è giunto anche per noi il giorno, in cui possiamo pronunciare i sacri nomi di Libertà e di Uguaglianza, ed annunciarne alla Repubblica Madre, come suoi degni figliuoli, ai popoli liberi d'Italia e d'Europa, come loro degni confratelli." Eleonora richiama poi nel suo primo articolo, per spirito di verità e di giusto ricordo, il sacrificio di persecuzioni e di sangue che la Napoli rivoluzionaria della Libertà, della Dignità, della Democrazia aveva dovuto subire già prima del 1799 (e basti ricordare il Martire del 1794 Emmanuele De Deo con Vincenzo Galiani e Vincenzo Vitaliani impiccati innocenti davanti al Maschio Angioino, senza nessuna memoria di essi ancora oggi ), nei dieci anni successivi cioè alla vittoria della rivoluzione francese degli immortali principi del 1789. (Libertà - Eguaglianza - Fraternità).

Nel fondo del borbonismo, come di ogni monarchia assoluta e clericale, nei caratteri che vi aderiscono si ritrova solo il pendolo o della tendenza tirannica e della violenza cieca o del sevilismo basso del "suddito" inginocchiato o in livrea, senza che mai si accendano e splendano nelle esistenze le luci della libertà, della dignità, dell'orgoglio di essere 'cittadini'.

sopraggiunto, atteso, e subito commosso, essendo venuto per la prima volta, per il luogo e l'atmosfera, creata per merito anzitutto della fedeltà ideale di Antonella, Massimiliano Marotta, il figlio del grande protagonista della ripresa del 1799 e dello slancio cittadino, meridionale, italiano, europeo, mondiale della filosofia e della cultura, l'indimenticabile Gerardo Marotta.
Lo accompagnava il giovanissimo figlio dal nome impegnativo del nonno, ma speranza di nuova generazione, che sappia non solo difendere, ma svolgere a livelli sempre più alti la memoria del 1799.

Lo ha toccato sapere che due anni fa, il 20 agosto, il padre Gerardo era seduto presso la colonna ad ascoltare l'inno, vedere con gioia le bandiere repubblicane napoletane sventolare, i lumini accesi, la vivida memoria civile ripresa e onorata, a commentare con parole indimenticabili l'evento.

Egli ha sottolineato i punti originali politici, civili, culturali raggiunti dai protagonisti del 1799 col loro governo, sorprendenti di acutezza e di modernità, che vanno solo ripresi e sviluppati, col dovere quindi di tenere sempre desta ed alta la loro memoria.

Si è osservato un minuto di silenzio per le vittime innocenti di Barcellona, martiri anch'essi perchè incarnavano quei valori occidentali di libertà di vita, di movimento, di incontro, che fu una delle stelle polari dei Martiri del 1799.

Ha preso la parola Antonella Orefice che ha, senza vanto, richiamato la sua lunga fedeltà ideale ad Eleonora ed ai valori che Ella rappresenta, fedeltà che non solo non si affievolisce, ma si rafforza e si approfondisce per i doni di crescita intellettuale e civile che la memoria del 1799 costantemente assicura. Occorre tenacemente mantenere questa fedeltà e sicuramente la città di Napoli ne trarrà effetti positivi di lievito civile.

Francesco Ruotolo ha voluto doverosamente ringraziare gli amici, le amiche venuti e chi aveva preso la parola, ricordando a sua volta l'intimo legame tra Primo Risorgimento ed impegno nella Resistenza, che non a caro si definì Secondo Risorgimento.

La sera già incominciava a calare, ma non scemava nell'animo dei presenti l'emozione della laica cerimonia e si destava più forte il desiderio di ripeterla il prossimo anno, sempre più numerosi, e di trovare altri momenti di commemorazione, e Massimiliano Marotta invitava a venire a settembre nella sede dell'istituto Italiano per gli Studi Filosofici per una iniziativa teatrale su Eleonora." (N.T.)
Questo articolo è stato letto 1269 volte.