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Saccheggi di pubblico denaro, lumaconi e lumacone La sindrome di fare poco o nulla nel settore pubblico.

28 settembre 2017.
Mentre chi entra nel settore privato, si mette nello stesso giorno nell'ottica di dare concretamente un contributo per le finalità del luogo di lavoro, sapendo che se lavora bene mangia, altrimenti la impresa chiude e resta disoccupato, senza poter fare il furbo, perché il datore di lavoro, che rischia capitali e profitti, sta lì fisicamente vicino a controllare che le logiche di serietà e di lavoro siano rispettate, chi entra nel settore pubblico (e come è entrato merita un articolo a parte), dopo i primi giorni per capire che aria tira e quello che dovrebbe fare come sua funzione, si concentra dal terzo giorno ad osservare come fanno gli altri, lumaconi e lumacone professionisti/e, a fare il meno possibile nella giornata, a trovare scuse per fare poco o a rimandare a domani quello che dovrebbe essere fatto oggi.

Si concentra a trovare ogni copertura (se non la possiede già, o oltre quella che possiede) amicale, parentale, sindacale, politica, giuridica nei confronti di eventuali controlli, in modo che potrà fare per il 90 per cento quello che vuole, cioè il proprio comodo, diventando un nuovo lumacone, una nuova lumacona, nel tempo sempre più professionista.

Allontanano dal proprio orizzonte a poco a poco, giorno dopo giorno, quasi senza più avvedersene, qualsiasi responsabilità verso un lavoro fatto bene, le finalità e gli obiettivi delle funzioni pubbliche per le quali sono stati/e assunti/e, e verso i cittadini che li mantengono con le tasse che versano allo Stato.

Chi dovrebbe controllare è un lumacone o una lumacona come il controllato, la controllata e così lumaconi e lumacone sono gli amministratori e tutta la catena che ruota intorno e sopra il mondo pubblico.

Poichè lo stipendio è sicuro e la vera disciplina o il licenziamento sono quasi impossibili, i lumaconi e le lumacone, chiusi/e nei loro gusci personali e di gruppo, diventano un mondo a parte, un blocco separato dai cittadini, visti come estranei, anzi come possibili perturbatori degli equilibri consolidati verso il basso, sicuri di impunità al 99 per cento (ci scappa solo qualche scandalo, tipo i furbi del cartellino, con colleghi che firmano per te o che vanno finanche e sfacciatamente in pantaloncini di spiaggia a farlo personalmente, o si assentano scientificamente, coperti al 99 per cento dal sistema medico/sindacale/avvocatesco scientificamente strutturato).

Sono solo attenti/e dall'alto in basso a curare i rapporti con carabinieri, guardia di finanza, polizia, avvocati, giudici, che potrebbero chiamarli/le a rendere conto eventualmente con metodi giudiziari, con processi o arresti.

Se si facesse un'indagine sugli obiettivi concreti che coloro che lavorano nel settore pubblico dovrebbero raggiungere in relazione agli stipendi ed alle indennità varie mensili e annuali che prendono, con gli stessi criteri di verifica costi/risultati del settore privato, verrebbe fuori uno scenario sinistro e tragico di milioni ormai di lumaconi sostanziali nullafacenti o facenti poco, che offendono, anche senza ormai più avvedersene, il bene comune, le esigenze concrete del povero cittadino, con una dissipazione gigantesca del pubblico denaro, ormai diventata sistema (tranne limitate, lodevoli, eccezioni).

Il povero cittadino onesto e lavoratore, la povera cittadina onesta e lavoratrice devono nel quotidiano personale, già di per sè faticoso, cercare di risolvere problemi che sono di competenza dei lumaconi, delle lumacone che deve poi paradossalmente e ingiustamente mantenere con le tasse sempre più salate che paga e con un deficit pubblico che sale sempre di più.

Di questo nessuno seriamente parla, nè partiti, nè sindacati, nè politici, né giornali, nel televisione, (tranne lo scandalismo, che è un modo volpino per non affrontare veramente il problema, evitando di compiere indagini sistematiche giorno dopo giorno), anche perché le complicità sono inimmaginabili..

Solo una seria, nuova forza politica moderna e progressista di liberi e decisi cittadini potrebbe porre in primo piano il semplice, risolutivo problema del controllo del lavoro pubblico in tutte le sue articolazioni, dall'alto in basso a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale, con gli stessi elementari criteri di controllo e di verifiche costi/risultati nel settore privato. (N.T.)
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