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La vita di Ferruccio Parri (1890-1981): 91 anni di inimmaginabile, eroica testimonianza etico-politica

21 giugno 2006.
Cronologia ed eventi principali della vita di Ferruccio Farri
1890
19 gennaio. Nasce a Pinerolo da Fedele e Maria Marsili.
Frequenta le scuole elementari nella città natale. Successivamente si trasferisce a Casale Monferrato, dove si iscrive al Liceo “Cesare Balbo”.

1912
18 gennaio. Si laurea in Lettere all’Università di Torino.

1913
1 gennaio - 31 dicembre: corso allievi ufficiali presso il 90° Reggimento di fanteria a Genova.

1914
Si schiera con l’interventismo. 15 marzo - 15 novembre: servizio di prima nomina come sottotenente di fanteria a Genova.
1 ottobre. Nomina a professore straordinario di storia e geografia nelle Regie scuole tecniche di Reggio Emilia.

1915
6 maggio. Richiamato alle armi.
24 ottobre. Ferito in combattimento.

1916
6 gennaio. Promosso tenente di complemento per merito di guerra.
17 settembre. Ferito di nuovo in combattimento.
30 novembre. Capitano per merito di guerra.

1917
12 ottobre. Nomina a maggiore per merito di guerra con decorrenza dal 25 agosto.

1918
4 aprile. Ufficiale a disposizione per servizio di stato maggiore al Comando supremo - Ufficio operazioni.

1919
17 giugno. Collocato in congedo.
Gli sono state assegnate tre medaglie d'argento.

1 ottobre. Presta servizio comandato presso l’Opera Nazionale Combattenti, sezione per i problemi sociali, occupandosi di assistenza e cooperative per combattenti (fino al 1 ottobre 1920).

1920
1 ottobre. Vince il concorso per insegnamento nelle grandi sedi ed è destinato alla Scuola tecnica “Manuzio” di Roma.

1921
Giugno. Con Federico Comandini e Camillo Bellieni entra nel comitato direttivo dell’Associazione Nazionale Combattenti per impedire la penetrazione e l’influenza fascista. Collabora dal 1919 a “Volontà”, settimanale di un gruppo di ex combattenti diretto da Vincenzo Torraca, e a “La Nuova Giornata”, settimanale milanese dell'Associazione Nazionale Combattenti.

1922
1 gennaio. Lascia la Scuola “Manuzio” di Roma e chiede l’aspettativa fino al 1 ottobre 1922 per potersi trasferire a Milano. Entra al “Corriere della Sera”. 1 ottobre. Ottiene il trasferimento alla Scuola tecnica “Fusi” di Milano.
Sposa Ester Verrua, conosciuta negli anni dell'università.

1923
1 ottobre. Ordinario al Liceo-ginnasio “Parini” di Milano.

1924
Luglio. Inizia la collaborazione a “II Caffè”, con Riccardo Bauer, E.M. Margadonna, Giovanni Mira e altri. 6 ottobre. Chiede l’aspettativa (ottenuta per un anno) per continuare il lavoro al “Corriere della Sera” e intanto, da novembre, chiede di essere esonerato dall’insegnamento.

1925
11 gennaio. Sul “Caffè” compare la lettera di Parri al “Signor Re” sulle responsabilità per l’avvento del fascismo. Maggio.
“Il Caffè” cessa le pubblicazioni. In meno di un anno di vita ha subito una quindicina di sequestri, sei diffide, con due gerenti revocati.
1 ottobre. Presenta domanda di proroga dell’aspettativa dall’insegnamento. La domanda viene respinta.
Novembre. Il direttore del “Corriere della Sera” Albertini abbandona il giornale con un gruppo di redattori. Parri resta ancora per poco tempo.

1926
Collabora con corrispondenze dall’Italia al “Corriere degli Italiani”, che esce a Parigi diretto da Giuseppe Donati.
30 giugno. Nasce il figlio Giorgio.
12-14 dicembre. Con Oxilia, Pertini e Carlo Rosselli è organizzato e realizzato l’espatrio di Filippo Turati. Rosselli e Parri vengono arrestati a Marina di Carrara al rientro dall'impresa e rinchiusi nel castello Malaspina di Massa, poi in carcere a Savona.
15 dicembre. Assegnato al confino per cinque anni, “essendo in voce di aver favorito l’espatrio di persone sospette e di essere in rapporti con fuorusciti”, è destinato alle Tremiti.

1927
18 febbraio. Con una nobile lettera diretta al magistrato di Savona rivendica il gesto politico della fuga di Turati.
9 aprile. Dichiarato in libertà provvisoria, viene però trattenuto in carcere per essere inviato al confino, che gli viene tramutato dalle Tremiti a Ustica.
14 giugno. Rinviato a giudizio per l’espatrio di Turati.
14 settembre. Rientrato dal confino per il processo, viene condannato a dieci mesi di carcere.
21 novembre. Chiede al ministero di essere inviato al confino a Lipari e non più a Ustica, ma la richiesta viene respinta.

1928
Settembre. E trasferito a Lipari, dove viene raggiunto dalla famiglia. Sodalizio con Carlo Rosselli, Emilio Lussu, Ermanno Bartellini.

1929
29 gennaio. Lettera ai genitori per ribadire il proprio rifiuto a inoltrare domanda di grazia.
Aprile. Cinquanta ufficiali, già compagni di corso per l’ammissione allo stato maggiore, inoltrano la richiesta di liberazione di Parri. Analoga lettera del futurista Filippo Tommaso Marinetti.
27 luglio. Emilio Lussu, Fausto Nitti e Carlo Rosselli fuggono in motoscafo da Lipari. A Parigi, sul finire del 1929, nasce “Giustizia e Libertà” (GL) per iniziativa soprattutto di Carlo Rosselli e con l’adesione di esponenti di correnti liberali e repubblicane di sinistra, tra cui Alberto Cianca, Gioacchino Dolci, Cipriano Facchinetti, Aldo Garosci, Emilio Lussu, Fausto Nitti, Raffaele Rossetti, Alberto Tarchiani, Franco Venturi.

1930
Gennaio. Prosciolto dal confino con un atto di clemenza del capo del governo, torna a Milano.
30 ottobre. Arrestato per correità nell’attività cospirativa con Riccardo Bauer, Umberto Ceva, Ernesto Rossi.

1931
6 marzo. Viene prosciolto dal Tribunale speciale, ma non liberato, in attesa di essere inviato al confino, secondo la richiesta del prefetto di Roma.
30 marzo. Condannato a cinque anni di confino, Parri chiede una località dell'interno con biblioteca e clima mite, o a Lipari dove viene inviato di nuovo.

1932
1 aprile. Trasferito da Lipari a Campagna (Salerno). Il prefetto di Salerno lo fa assegnare a Vallo della Lucania, località più isolata.
20 dicembre. Liberato per l’amnistia del decennale della "marcia su Roma". Si ristabilisce con la famiglia a Milano.

1933
1 febbraio. Inizia la collaborazione con la Edison, chiamato da Giorgio Mortara per la preparazione della pubblicazione per i cinquant’anni della società. Diventa intensa l’attività di studio che porta Parri a una proficua presenza sul “Giornale degli Economisti e Rivista di Statistica” e sulla “Nuova Rivista Storica” (nel numero di gennaio-aprile di quest’ultima compare la recensione di Parri al libro ‘Carlo Pisacane’ di Nello Rosselli).

1934
1 dicembre. Assunto alle dirette dipendenze della Edison come impiegato presso l’ufficio studi con il compito di occuparsi degli sviluppi dell'economia mondiale.

1937
1 luglio. Nominato capo dell’ufficio studi, promosso alla categoria dirigenti.

1941
Censimento delle varie correnti antifasciste condotto da Ragghianti per incarico di Parri.
4 giugno. La Malfa, Comandini, Volterra, Mercurelli, Albasini Scrosati, Damiani, Vinciguerra, più due delegati dell’Italia meridionale e della Sicilia, danno vita a Roma a un primo nucleo del Partito d’Azione.

1942
Febbraio. Nuovo arresto in seguito alla scoperta di un gruppo di giovani antifascisti.
Maggio. Riunione a Milano per l'approvazione del programma base del PdA, i “sette punti”. Sono presenti Zanotti, Andreis (Torino), Siglienti (Roma), Giuriolo (Vicenza), Foa (Parma), Tolazzi (Bergamo), Marchisio (Genova), La Malfa, Vinciguerra, Damiani, Albasini Scrosati.
4 giugno. Rottura con Leone Cattani e il suo gruppo sulla pregiudiziale repubblicana dei “sette punti”.
Settembre. Giuliano Pischel aderisce al PdA. Novembre. Parri, prosciolto in istruttoria con formula piena, torna al suo posto alla Edison.

1943
Gennaio. Esce il primo numero del giornale del PdA, “L'Italia Libera”, con il testo dei “sette punti”. Le bozze del primo numero verranno conservate nelle casseforti della Banca Commerciale, dove lavora Ugo La Malfa.
La sezione milanese del PdA è diretta da Zanotti, Paggi, Boneschi, Lombardi e Poldo Gasparotto. Riunioni in casa Damiani e Andreis e negli uffici della Banca Commerciale, dove lavora Ugo La Malfa, al Bar Cova. Esistono già collegamenti con l’Alfa Romeo, la Bianchi e la Magneti Marelli.
Primavera. Arrestati Zanotti, Vinciguerra e sua figlia.
Marzo. Volantini del PdA nelle fabbriche milanesi per gli scioperi di marzo e un numero speciale di supplemento a “L'Italia Libera”.
Maggio. Costretto a riparare in Svizzera Ugo La Malfa, la direzione del partito resta a Ferruccio Farri e Adolfo Tino.
25-27 luglio. Pubblicati tre numeri de ‘L’Italia Libera’.
27-28 luglio. Molti arresti di azionisti a Milano con irruzione nello studio dell'avvocato Paggi. In questi giorni il PdA raggiunge a Milano 600 iscritti.
30 luglio. Riccardo Bauer, liberato dal confino di Ventotene, torna a Milano.
4 agosto. L' “Avanti!” pubblica un articolo in cui si dice pronto a collaborare con gli azionisti “tanto nella lotta attuale per la liquidazione di ogni resto della dittatura fascista, quanto domani per la ricostruzione di un’Italia veramente moderna e democratica". 7 agosto. Il PdA entra in un “Comitato permanente di vigilanza e di difesa per la libertà e la pace del popolo italiano” con PCI e PSI.
5 settembre. Al convegno di Firenze del PdA Parri sostiene la necessità di iniziare la lotta armata per la liberazione da nazisti e fascisti, tanto più che le divisioni tedesche sono dilagate per la penisola. Parri è nominato responsabile militare per il Nord-Italia; Riccardo Bauer per il Centro-Sud. Nomi di battaglia assunti da Farri: “Marsili”, “Valenti”, ma soprattutto “Maurizio”.
9 settembre. Parri condivide l'opera di reclutamento condotta da Giuliano Pischel e Mario Boneschi a Milano, mentre Poldo Gasparotto si mantiene in contatto con l’ambiente militare che promette ancora mille fucili con dieci cartucce ciascuno.
10 settembre. Poldo Gasparotto decide lo scioglimento e invita i giovani a seguire l'esercito in ritirata per prendere le armi abbandonate.
9-10 settembre. “... Clamoroso fallimento dei tentativi insurrezionali abbozzati a fianco dei presidi [militari] il 9 e 10 settembre”, dirà Parri.
Parri, investito, non formalmente, dal Comitato di liberazione nazionale di Roma dell’incarico di assumere il comando delle forze ribelli del Nord, diventa l’animatore della lotta e dell’organizzazione militare nell'Italia settentrionale.
Adolfo Tino e Alberto Damiani, costretti a riparare in Svizzera, si manterranno in contatto con Parri e fungeranno da tramite con i rappresentanti alleati.
31 ottobre. Prima lettera agli alleati, diretta a McCaffery in Svizzera. Parri espone alcuni rischi, se non vi sarà piena comprensione alleata per la guerra di popolo.
3-4 novembre. Viaggio in Svizzera con Leo Valiani e incontro con i rappresentanti alleati Allen Dulles e John McCaffery per gli accordi sullo sviluppo del movimento avviato in Italia. Parri propugna l'idea di Mazzini, la guerra per bande sostenute dal popolo. La delegazione è composta, oltre che da Parri e Valiani, da Egidio Reale, Alberto Damiani, Gigino Battisti e Adolfo Tino.
Parri passa undici giorni nelle carceri di Beillinzona, sempre con Valiani, con l’imputazione di contrabbando, per alcuni pacchetti di tabacco trovati da un finanziere svizzero sulla via del ritorno in Italia.
Protesta di Luigi Longo per i comunisti dopo l'incontro azionista con gli alleati.
Ottobre-novembre. Parri organizza un efficiente servizio di corrieri tra Milano e Lugano utilizzando membri dell’alta borghesia lombarda come Dino Bergamasco, Guglielmo Mazzoni, Stefano Porta e Edoardo Visconti.
Dicembre. Costituzione del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Parri è riconfermato nell’incarico della responsabilità militare e, per il PdA, nel comando delle formazioni GL.
Luigi Longo e Pietro Secchia svolgono un lavoro parallelo per i comunisti e le Brigate Garibaldi.
11 dicembre. Le direzioni nazionali dei tre partiti di sinistra (PCI-PdA-PSI) ricompongono alcuni contrasti e si esprimono chiaramente per un impegno totale nella lotta. “L’azione militare va condotta con estrema energia ed in tutte le sue forme contro i tedeschi come contro i fascisti.”

1944
28 febbraio. Parri entra in clandestinità e abbandona la Edison.
Marzo. Alberto Damiani, incaricato da Parri della rappresentanza nei confronti degli alleati, viene sostituito da Giovanni Battista Stucchi a capo di una delegazione del CLNAI. Parri vive la vicenda come un attacco personale.
5 marzo. Piena adesione del PdA agli scioperi. La presenza azionista è forte alla Caproni, alla Isotta Fraschini, alla Borletti, nelle aziende di Sesto San Giovanni.
10 giugno. Nel Comando generale Parri è riconfermato rappresentante del PdA e comandante generale delle formazioni GL.
Agosto. Nella riorganizzazione generale del settore militare della Resistenza e nella costituzione del Corpo Volontari della Libertà il generale Cadorna assume il comando in capo avendo come vice-comandanti Luigi Longo e Ferruccio Parri.
Novembre. Lascia Milano per recarsi a Roma con una delegazione composta anche da Giancarlo Pajetta, Alfredo Pizzoni ed Edgardo Sogno, che deve ottenere dagli alleati il riconoscimento del Corpo Volontari della Libertà (con l'accordo del 7 dicembre). Dicembre. Rientra a Milano alla fine del mese

1945
2 gennaio. E arrestato dai nazisti, rinchiuso nel carcere di San Vittore e poi trasferito all’Hotel Regina, sede delle SS tedesche. 4 febbraio.Dopo un fallito tentativo di Edgardo Sogno per liberarlo, Parri viene trasferito nelle celle del castello di Verona a disposizione del generale delle SS Wolff, il quale vuole patteggiare con gli alleati la capitolazione tedesca in Italia. Allen Dulles pone come condizione la liberazione di Parri. 7 marzo. È trasferito di nuovo a Milano all'Hotel Regina per essere liberato e fatto passare in Svizzera, dove resterà alcuni giorni tra Zug, Zurigo e Berna.
Gli viene comunicato che deve recarsi ancora una volta al Sud, attraverso la Francia, insieme a Cadorna.
Fine marzo-aprile. Negoziati presso il quartier generale alleato di Caserta sul coordinamento dell’insurrezione al Nord. 13 aprile. Parri ritorna a Berna dalla missione al Sud. È inspiegabilmente trattenuto in Svizzera fino al giorno 25.
26 aprile. Ritorna al suo posto mentre l’insurrezione è in atto.
13 maggio. Parla a Roma al Teatro Eliseo su “Venti mesi di guerra partigiana”.
Giugno. I partiti del CLN propongono Parri alla testa del primo governo che si costituisce dopo la liberazione di tutto il paese.
21 giugno. Costituzione del governo Parri. 23 giugno. Radiomessaggio in cui il Presidente esprime i propositi di un governo di salute pubblica sostenuto dal popolo.
26 giugno.Dichiarazioni programmatiche del governo Parri.
2 luglio. Discorso alla radio sui “doveri del governo e del popolo per la rinascita nazionale”.
24 agosto. Intervista al “Reynold News” sulle elezioni alla Costituente e lo statuto internazionale dell'Italia.
31 agosto – 1 settembre. Congresso del CLNAI a Milano con discorso di Parri.
26 settembre. Apre i lavori della Consulta Nazionale, il Parlamento provvisorio.
24 novembre. Crisi del governo Parri e discorso ai CLN che lo avevano insediato.

1946
4-8 febbraio. Congresso nazionale del PdA. Parri e La Malfa abbandonano il partito.
Febbraio. Fonda a Milano l'Istituto per gli Studi di Economia.
2 giugno. Viene eletto alla Costituente nelle liste del Movimento Repubblicano Democratico fondato con La Malfa il 28 febbraio; aderisce al Partito Repubblicano.

1948
Febbraio. Aderisce al Movimento Federalista Europeo
18 aprile. Senatore di diritto come ex presidente del Consiglio ed ex deputato della Costituente, appartiene al gruppo repubblicano.
2-3 novembre. Depone al processo contro il generale Rodolfo Graziani, ex ministro della Guerra di Salò. Mette in luce le responsabilità del collaborazionismo fascista nella repressione antipartigiana e contro le popolazioni inermi.

1949
20 febbraio. Fonda a Milano l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI) e la sua rivista. “La liberazione è viva se diventa alimento vitale della coscienza morale del nostro popolo.”
Luglio. Membro dell'Assemblea consultiva del Consiglio d’Europa a Strasburgo.
Fonda la Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP), nata per scissione dell'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, egemonizzata dai comunisti filostalinisti.

1950
20 marzo. Discorso al Senato di piena adesione alla NATO.
22-24 maggio. Ideatore del convegno dell'INSMLI a Venezia su “La Resistenza e la cultura italiana.”

1952
5 gennaio. In Parlamento denuncia l’attività neofascista in molti settori della vita nazionale.
Notevole la sua collaborazione su temi di economia e politica internazionale a “Mondo Economico”.

1953
Marzo. Abbandona il Partito Repubblicano, che ha approvato la legge elettorale maggioritaria, passata alla storia come “legge truffa”.
Aderisce al movimento di “Unità Popolare” con Piero Calamandrei, Piero Caleffi, Tristano Codignola, Carlo Levi e Gino Pincherle.
28 ottobre. Denuncia il giornale fascista “Il Meridiano d'Italia” che lo ha diffamato. I diffamatori riceveranno la condanna definitiva solo il 20 gennaio 1956.

1954
Giugno. Abbandona il Movimento Federalista Europeo: "Voi temete la psicosi della distensione, io temo la psicosi dell'antidistensione.”
5 dicembre. Intervento al convegno dell’INSMLI su ’La crisi del 1943 e gli inizi della Resistenza’

1955
28 aprile. Candidato delle sinistre alla Presidenza della Repubblica, ottiene 308 voti contro i 228 di Merzagora e i 120 di Einaudi. Parri ritira però la sua candidatura con una nobile dichiarazione.


1956
Estate. Viaggio in Cina a capo di una delegazione culturale come presidente del Centro studi per le relazioni economiche e culturali con la Cina.

1958
1-2 marzo. Interviene al convegno dell'INSMLI sul tema “Momenti cruciali della politica della Resistenza nel 1944”.
Maggio. Rientra in Senato, eletto a Novara come indipendente nelle file del Partito Socialista Italiano.

1959
24 aprile. Si dichiara fautore di una politica di centro-sinistra.
24 maggio. A Genova partecipa al convegno sulla storiografia della Resistenza indetto dall'INSMLI, di cui continua a essere attivo presidente.

1960
3 luglio. Parla a Genova dopo la fallita provocazione del congresso del Movimento Sociale Italiano nella città antifascista e partigiana.
10 luglio. Alla manifestazione del Consiglio federativo della Resistenza chiede le dimissioni del governo di Fernando Tambroni, che si sorregge con i voti fascisti e propone un progetto di legge per sciogliere il MSI.

1961
26-29 marzo. Con Franco Venturi presenta una relazione al convegno internazionale di storia della Resistenza europea. Il tema è “La Resistenza italiana e gli alleati”. Partecipa tra il '60 e il '61 a numerosi cicli di lezioni a Bologna, Milano e Roma sulla storia contemporanea italiana. Promuove la creazione di un ‘Comité International de liaison’ tra gli istituti storici interessati alla seconda guerra mondiale. Ne viene eletto presidente.

1962
Settembre. Con Ernesto Rossi fonda il Movimento Gaetano Salvemini.

1963
2 marzo. E nominato dal presidente della Repubblica senatore a vita per meriti nella lotta antifascista e nella Resistenza.
Marzo. Assume la direzione de “L’Astrolabio”, periodico fondato con Ernesto Rossi.
Membro del Parlamento europeo di Strasburgo fino al 1970.
Fino al 1968 svolge un'intensa attività giornalistica e parlamentare su temi economici, di politica internazionale, di denuncia dell'attività neofascista (con vigorose prese di posizione nelle vicende del SIFAR).

1967
Promuove la trasformazione del ‘Comité de liaison’ in ‘Comité international d'histoire de la deuxième guerre mondiale’. Ne sarà ancora presidente fino al 1970 e poi presidente onorario.

1968
Eletto presidente del gruppo senatoriale della "Sinistra indipendente", cui dedicherà molta attività.

1969
Convegno dell'INSMLI a Milano sui partiti politici nella Resistenza.

1972
Lascia la presidenza effettiva dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione. Ne assume quella onoraria.

1974
Stragi neofasciste di Brescia e del treno “Italicus” di Bologna. Parri svolge un’intensa attività pubblicistica di denuncia.

1980
25 gennaio. Muore Ester Parri.
30 aprile. Ferruccio Parri viene ricoverato all'ospedale militare del Celio.

1981
8 dicembre. Muore. Con funerali di Stato la salma viene tumulata a Genova nel cimitero di Staglieno, accanto a quella di Mazzini e del padre.


Da AA. VV. , Parri. La coscienza della democrazia, Mazzotta, Milano, 1985, pp.19-24
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