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Luce Fabbri, Luigi Fabbri. Storia di un uomo libero, Pisa, BFS, 1996

30 giugno 2006.
Si sta leggendo, e rileggendo, uno dei libri più importanti della storia del pensiero socialista libertario italiano, europeo, mondiale e della vita etico-politica d’Italia dalla fine dell’Ottocento al Novecento, nato dall’amore filiale di Luce verso il padre Luigi, che si consiglia vivamente di comprare.

Il libro è stato pubblicato nel 1996 dalle Edizioni della Biblioteca Franco Serantini di Pisa (Largo Concetto Marchesi – 56124, Pisa. Casella postale n. 247 – 56100 Pisa. Tel. 050-570995) e costava Lire 25.000.

Luigi Fabbri, nato a Fabriano, nelle Marche, nel 1877, morto a Montevideo nel 1935, è una delle principali figure della tradizione socialista libertaria (con Errico Malatesta, suo maestro e amico fraterno, Pietro Gori, Giovanni Rossi ad es.), giornalista, e direttore di riviste socialiste libertarie (es. ‘Il Pensiero’, ‘Volontà’, ‘Lotta Umana’, ‘Umanità Nova’, ’Pensiero e Volontà’, ‘Studi Sociali’), maestro elementare a Bologna, che fu uno dei due a non giurare fedeltà al fascismo nel 1925, andando incontro all’esilio prima a Parigi e poi in Uruguay. Ebbe un rapporto intenso, tra l'altro, con l'esperienza di 'Giustizia e Libertà' di Carlo e Nello Rosselli.

Luce Labbri, nata a Roma nel 1908, dopo la laurea in lettere a Bologna nel 1928, seguì il padre in esilio, stabilendosi dal 1929 a Montevideo. Docente di Letteratura Italiana all’Università della capitale dell’Uruguay per oltre quarant’anni, dopo la morte del padre ha diretto la sua rivista ’Studi Sociali’ dal 1935 al 1946. E’ stata autrice di libri di storia politica e su Dante, Machiavelli, Foscolo e Leopardi. E’ morta nel 2000.
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