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Nicola Terracciano, Il Giellismo e l'Azionismo strumentalizzati per carriere politiche e universitarie

8 settembre 2006.
Accanto alla storia eroica, martirologica, integra, seria del Giellismo e dell’Azionismo, che ha lievitato in modo profondo la svolta antifascista, repubblicana liberaldemocratica della nostra cara, amara Patria, si è svolta nella storia italiana, dal dopoguerra ad oggi, una parallela storia di strumentalizzazioni e di utilizzi della memoria giellista e azionista per fare carriere politiche nei partiti di sinistra (PSI-PSDI-PRI-PCI-DS), passando sopra a fondamentali valori e principi di fedeltà ideale, anche rischiando la solitudine, autenticamente e rigorosamente risorgimentali, liberaldemocratici, liberalsocialisti, da parte di chi è diventato anche senatore e deputato e ministro.
Senza investire spesso nemmeno un pò di tempo o un centesimo gratuito, anche solo per gratitudine.

Altro terreno privilegiato è stato quello universitario, culturale o dei mezzi di comunicazione di massa, dove il rivestirsi di memoria e di richiami giellisti e azionisti è servito a far carriera, mentre nella ‘realtà effettuale’ erano smentiti il sacrificio, l’integrità, la coerenza, la lotta estrema di uomini come Mazzini e Cavallotti, Matteotti ed Ernesto Rossi, Carlo e Nello Rosselli, Parri, Salvemini e Galimberti, Bauer, Garosci, Bolis, Bortone, Zevi, pensando costantemente, nel profondo, in modo tragico, solo al proprio ’particulare’.
Senza investire nemmeno un pò di tempo o un centesimo gratuito, anche solo per gratitudine.

Nicola Terracciano
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