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Liliana Madeo, La nascita della Fondazione Bruno Zevi nel 2002

27 settembre 2006.
LIBRI, DOCUMENTI INEDITI, FOTOGRAFIE: INAUGURATA IERI LA FONDAZIONE NELLA CASA NATALE DEL GRANDE STUDIOSO
Bruno Zevi, il lato umano dellŽarchitettura

ROMA Nella bellissima villa di via Nomentana, dove Bruno Zevi è nato nel 1918, si è inaugurata ieri la Fondazione che prende il suo nome, tenuta a battesimo dai due figli Adachiara, storica dellŽarte, e Luca, architetto - che fortemente hanno voluto questo istituto, affiancati da un comitato scientifico in cui figurano personaggi come Luciano Berio, Furio Colombo, Umberto Eco, Frank O. Gery, Zaha Hadid, Zvi Hecker, Rita Levi Montalcini, Daniel Libenskind, Renzo Piano, Tennis Sharp.

Al secondo piano sono stati aperti al pubblico i battenti della biblioteca, con gli scaffali colmi di libri, riviste, collezioni di fotografie, faldoni con lettere e documenti inediti. Un insieme che il ministero dei Beni Culturali ha riconosciuto di «alto valore scientifico». Materiali preziosi messi a disposizione di «quanti desiderano dedicarsi o già si dedicano allo studio della storia dellŽarchitettura, nei suoi indissolubili legami con quello letterario e scientifico, secondo la concezione unitaria e decisamente antiaccademica della cultura che Bruno Zevi ha propugnato durante tutta la sua vita».

Questa è stata la sua casa. Ci è vissuto fino al Ž38, quando a seguito delle leggi razziali lascia lŽItalia e va prima a Londra poi negli Stati Uniti dove si laurea alla Harvard University presieduta da Walter Gropius e dirige i Quaderni italiani del Movimento Giustizia e Libertà. Ci torna dopo il Ž45, anche se nel Ž43 è rientrato in Europa e ha partecipato alla lotta antifascista nelle file del Partito dŽAzione. Qui scrive, progetta, dirige riviste, mentre insegna allŽUniversità prima di Venezia poi di Roma e viaggia, partecipa con veemenza mai quietata al dibattito politico interno e internazionale, sempre alfiere dellŽantiretorica, dellŽantiautoritarismo, dellŽopposizione ai vieti rituali dellŽaccademia. Un geniale storico dellŽarchitettura e uno scintillante comunicatore, capace di infiammare generazioni di discepoli e oppositori. «La Fondazione nasce per onorare la memoria di Bruno Zevi, appassionato e tenace assertore dellŽintegrazione fra valori democratici e concezioni architettoniche, e per rammentarne il mirabile contributo di storico, di critico, di pensatore» recita lŽatto fondativo «Ma la Fondazione aggiunge Adachiara non vuole essere celebrativa, vogliamo lavorare sul presente e guardare avanti, proporre idee, iniziative». EŽ quanto pensava il padre. Lo ha detto anche prima che la morte lo cogliesse: «Confidate nel nuovo, nella modernità rischiosa, nella modernità che fa della crisi un valore». Giocava a tennis ogni giorno, continuava a scrivere, a fare progetti. Sapeva di aver fatto tanto e di aver seminato molto. Quella consapevolezza lo riempiva di orgoglio e lo rendeva felice. «Io so ha scritto che quando non sarò più in grado di andare avanti, potrò girarmi indietro e dirvi: Vai avanti tu, tu, tu e tu». Adesso i figli guardano alla collaborazione con altre istituzioni scientifiche e culturali, pensano a convegni, corsi di formazione e aggiornamento professionale, borse di studio, redazione di libri, di materiale audiovisivo e informatico. Un ventaglio degli interessi e delle relazioni che hanno punteggiato la vita di Bruno Zevi era possibile attraversarlo ieri mattina nel bel giardino che circonda la villa.

Ecco, da una parte, i locali dove allŽinizio degli anni Settanta installò la prima televisione libera a Roma. Ecco lŽ«intellighenzia» della comunità ebraica. E i giovani che lo hanno conosciuto soltanto nelle sue affascinanti e movimentate conferenze o sui suoi libri. E vecchissimi colleghi. E gli amici dei figli, che da lui hanno imparato la lezione della libertà e dellŽautonomia dalle strettoie del potere. Quanti gli sono stati vicini nella scelta del Partito Radicale, di cui fu presidente e parlamentare (prima di una clamorosa rottura respingendo a Strasburgo il progetto di unŽ«alleanza tecnica» del Partito Radicale Transnazionale con Le Pen).

CŽerano anche i due consiglieri comunali di Parete, provincia di Caserta, 10 mila abitanti, eletti nella lista del Partito dŽAzione Liberalsocialista, che Zevi aveva fondato a Roma nel Ž98, due anni prima di morire, insieme con Giorgio Parri e Aldo Rosselli.

da 'La Stampa' del 30 settembre 2002.



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