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Cristianesimo, Chiesa cattolica, antisemitismo, Olocausto e riparazione morale

Su questi nodali temi per la storia europea e mondiale lo studioso statunitense di scienze politiche Daniel Goldhagen, che lavora presso il Centro di Studi Europei dell’Universit? di Harvard, ha scritto un voluminoso lavoro (377 pagine), “Una questione morale. La Chiesa cattolica e l’Olocausto”, edito nel 2002, tradotto in pi? lingue, uscito in italiano nel 2003 presso Mondadori e in nuova edizione nella serie ’Oscar’ nell’aprile 2004.

Goldhagen ? noto anche per aver scritto ‘I volenterosi carnefici di Hitler. I tedeschi comuni e l’Olocausto’, che ha avuto un’ampia diffusione e suscitato accesi dibattiti. Anche questo libro ? importante e nodale, da molti punti di vista.

Esso affronta anzitutto il problema delle radici millenarie dell’antisemitismo cristiano, dell’odio verso gli ebrei considerati assassini di Cristo e ostili al suo messaggio. E dice chiaramente che i Vangeli e gli Atti degli Apostoli sono antisemiti, scritti tanti decenni dopo la morte di Cristo, ucciso storicamente dai romani (che usavano la crocifissione), non dagli ebrei, nel clima acceso del contrasto religioso tra ebrei e cristiani e quindi sono carichi di polemica antiebraica. Il continuare ad usare i Vangeli senza liberarli dalle parti antisemite e senza commento storico, il continuare a drammatizzare nella Settimana santa e specialmente il Venerd? santo la falsa scena degli ebrei che avrebbero scelto Barabba e non Cristo, avrebbero invocato ’crucifiggilo’ e assunto la responsabilit? di quell’assassinio per sé e per i propri figli, l’enfatizzazione sulla ‘croce’ come simbolo assoluto del cristianesimo, che richiama subito l’assassinio e quindi i presunti colpevoli di essi, cio? gli ebrei, ? una responsabilit? storica e morale che ancora grava sui cristiani di tutte le chiese e continua ad alimentare e sedimentare a livello dell’inconscio collettivo il millenario veleno antisemita.

Con logica stringente, alla luce di alcune universali categorie morali (i doveri di dire la verit?, di riconoscere il male compiuto, di pentirsi, di riparare ai crimini commessi) si sofferma in particolare sul ruolo che la principale chiesa cristiana, quella cattolica, ha avuto nella storia dell’antisemitismo e in particolare nella vicenda dell’Olocausto. E, pur riconoscendo costantemente gli aspetti altamente etici del messaggio cristiano e i cambiamenti che si sono avuti sul problema dell’antisemitismo nella Chiesa cattolica, specialmente a partire dal Concilio Vaticano II, coraggiosamente convocato da Giovanni XXIII, l’unico papa che Goldhagen valuta con simpatia, critica decisamente, definendoli chiaramente antisemiti, Pio XI, soprattutto Pio XII, oltre che Pio IX (recentemente e scandalosamente beatificato), non sottraendo alle critiche i successivi Paolo VI e l’attuale Giovanni Paolo II, cos? oscillante e contraddittorio nei suoi comportamenti relativi alla memoria storica, ai rapporti con l’ebraismo, all’Olocausto, a Israele.

Ma il libro va oltre la critica a Pio XII, le cui responsabilit? in termini di simpatia, appoggio politico al nazismo col Concordato, di silenzio di fronte all’Olocausto, sono ormai universalmente note, per chiamare al tribunale della storia le chiese nazionali cattoliche, che furono corresponsabili in modo pi? diretto dell’Olocausto, in particolare la chiesa nazionale tedesca, quella polacca, quella francese, quella croata, quella slovacca, impegnate queste ultime direttamente in azioni criminali (il presidente della Slovacchia era il famigerato sacerdote cattolico Tiso), per non parlare anche di altre, come quella italiana che appoggi? il fascismo, le leggi razziali, che fece mantenere in vigore anche dopo la caduta di Mussolini, col governo Badoglio.

Di fronte al pi? grande crimine della storia, la Chiesa cattolica, che ha avuto in esso enormi responsabilit?, non ha mai provveduto ad una riparazione né materiale, né politica, né morale ed elude ancora oggi in mille modi il dovere di fare i conti con esso. Goldhagen, con spirito costruttivo e di dialogo si augura che essa abbia il coraggio di andare fino in fondo, cos? come hanno fatto altre chiese cristiane, come ad es. quella protestante tedesca del Nord, praticando il pentimento e cercando in tutti i modi di riparare al male commesso ingiustamente da millenni ad un popolo innocente, anche per coerenza agli alti principi etici che professa e per rispetto alla buona fede di tanti sinceri credenti.
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