www.liberalsocialisti.org/ news/ Ma perchè parla quasi ogni sera solo, soltanto il papa ?

Ma perchè parla quasi ogni sera solo, soltanto il papa ?

10 dicembre 2006.
Ormai è un’invasione televisiva insopportabile.
Non c’è giorno, non c’è serata, non c’è notiziario, nel quale il papa tedesco non appaia per dire la sua su ogni aspetto della vita sociale, politica, parlamentare, culturale, con un presenzialismo che ha oscurato quello già insopportabile di altri tempi del presidente della Cei Ruini.

Ma perché parla e deve parlare solo il papa ? E’ forse il padre-padrone-padreterno dell’Italia ?

Ma in Italia non vi sono sul terreno soltanto religioso ad esempio anche rabbini, iman, esponenti del cristianesimo riformato, dai valdesi agli evangelici ?

Ma perché sui vari temi, sociali, politici, sociali culturali, così come avviene per il teatrino della politica, salvando almeno la forma, non si fanno sentire i pareri e le posizioni anche degli ebrei, degli islamici, dei riformati ad es., in modo che il cittadino possa sentire una pluralità di pareri e arricchirsi nella conoscenza e nella riflessione ?

Forse il papa cristiano cattolico tedesco ha un rapporto privilegiato con il padreterno ?

E’ forse più intelligente e onnisciente degli altri, per questo privilegio ?

O forse tutto questo presenzialismo è uno dei segni più appariscenti del servilismo politico e mediatico verso lo strapotere, sempre più strapotere, sociale, economico, culturale, universitario della chiesa cattolica (autentica cultrice del vero concetto di ‘egemonia’, altro che il gramscismo!) in questa cara, amara, svenuturata Italia, che è sempre più una repubblica clericale, con la quasi totalità degli italiani che ha ormai appaltato, come da millenni, tranne in rari momenti laici della sua storia, la sua coscienza individuale e la sua libertà interiore ai preti, rinunziando ad avere i suoi doverosi tormenti, la sua doverosa solitudine, onde diventare adulti e non bambini bisognosi, dalla culla alla tomba, di essere guidati, consigliati, imboniti di deformazioni e di falsità storiche, rinunziando, con una scelta letale per una vita intellettuale e morale adulta, alle conquiste della più autentica e matura storicizzazione dei fenomeni religiosi.
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