www.liberalsocialisti.org/ Biblioteca liberalsocialista/ 25 marzo 1947. Una data sciagurata della storia d'Italia. Il voto sull'art. 7 della Costituzione (inserimento del concordato monarchico-fascista del 1929). Il tradimento dei comunisti e di diversi cosiddetti laici

25 marzo 1947. Una data sciagurata della storia d'Italia. Il voto sull'art. 7 della Costituzione (inserimento del concordato monarchico-fascista del 1929). Il tradimento dei comunisti e di diversi cosiddetti laici

26 maggio 2007
Il voto che introdusse tale e quale il concordato cattolico-monarchico-fascista, di papa Pio XI e Vittorio Emanuele III, di Mussolini e del cardinale Gasparri, del 1929 nel cuore della Costituzione Repubblicana libera e democratica, stravolgendola nel suo spirito e nella sua lettera, conservando dell'epoca monarchica e fascista l'aspetto di stato confessionale, che ancora impregna la nostra quotidiana convivenza civile, e che resta come una macchia indelebile, imperdonabile, sciagurata, per i comunisti, per Togliatti, e per tanti 'cosiddetti' laici, che votarono a favore o furono assenti, va sempre ricordato per capire le tragedie del presente.

In quel giorno sciagurato (25 marzo 1947) i presenti e i votanti furono 499: per il si votarono 350 deputati, per il no 149.
- La Democrazia Cristiana, che aveva 207 deputati, votò con 203 si e 4 erano assenti.
- I Socialisti (sia quelli del PSI che del PSLI) erano 115 e 103 votarono no e 12 erano assenti.
- I Comunisti erano 104 e 95 votarono si e 9 erano assenti (tra i quali Concetto Marchesi e Umberto Terracini).
- Il Partito Repubblicano aveva 25 deputati e 22 votarono no, 2 erano assenti (tra essi Ugo La Malfa) e 1 votò si (Carlo Sforza).
- Il Fronte dell'Uomo Qualunque aveva 33 deputati e 25 votarono si e 8 erano assenti (tra cui lo stesso fondatore Giannini).
- Il Partito Liberale aveva 25 deputati e 11 votarono si, 5 votarono no, 9 furono assenti (tra i quali Luigi Einaudi e Benedetto Croce).
- La Democrazia del Lavoro aveva 13 deputati e 6 votarono no, 5 si e 2 erano assenti.
- Il Partito d'Azione aveva 7 deputati e furono tutti presenti e votarono tutti no.
- Gli Indipendenti Siciliani avevano 3 deputati e 1 votò no e 2 furono assenti.
- La Concentrazione Liberale aveva 3 deputati e 1 votò si, 1 votò no, 1 fu assente.
- Il Partito Sardo d'Azione aveva 2 deputati e 1 votò no (Mastino) e 1 fu assente (Emilio Lussu).
- L'Unione della Ricostruzione aveva 1 deputato che votò si.
- Il Movimento Unionista aveva 1 deputato che votò no.
- Il Fronte Progressita Valdostano aveva 1 deputato che votò no.
- Il Partito dei Contadini aveva 1 deputato che votò si.
- Il Partito Cristiano-Sociale (Gerardo Bruni) aveva 1 deputato che votò no.
- Gli Indipendenti erano 13 e 7 votarono per il si e 5 furono assenti (come Bonomi, Arturo Labriola).

Se i comunisti e 'cosiddetti' laici avessero votato no e i socialisti fossero stati tutti presenti e compatti come i deputati del Partito d'Azione, lo sciagurato art. 7 non sarebbe stato inserito nella Costituzione e il Vaticano e la Democrazia Cristiana, allora non padrona del Parlamento e del Paese, avrebbero avuto una salutare sconfitta e l'Italia si sarebbe finalmente e veramente incamminata sul sentiero del rinnovamento liberale e democratico che ancora le manca.
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