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Nicola Terracciano, Una cronaca dell'Assemblea della 'Costituente Socialista' del 14 luglio

14 luglio 2007.
La comodità, la frescura della struttura dell’Auditorium del Massimo all’Eur, di proprietà dell’Istituto omonimo della Compagnia di Gesù (scelta un po’ paradossale per un progetto laico), richiamavano anche tuttavia la capacità volpina cattolica di vendere allo Stato lo scatolone del Palazzo Massimo di Piazza Termini (dove ora c’è un settore del Museo Nazionale Romano), per costruire questa multiforme, funzionale e modernissima struttura, scolastica e convegnistica, di cui non si era a conoscenza (sapendo dell’Eur solo il Palazzo Congressi e il Palasport), innalzato sicuramente con altri contributi pubblici, succhiati nei mille modi in cui i cattolici sanno mungere la vacca dello Stato italiano, sul quale hanno un protettorato, una egemonia, che mai devono sfuggire alle loro grinfie rapaci, culturali ed economiche.

Lo spazio è imponente, comodo, moderno, come si è detto, e con strutture che hanno permesso al presentatore Cecchi Paone (professionale, efficace, laico e socialista) e alla regista della mattinata di garantire un supporto multimediale apprezzato da tutti i presenti, che sono stati 2.000 (moltissime le donne e i giovani), al di là dell’immaginabile, con persone in piedi o appollaiate sulle strutture di ferro di passaggio in alto, provenienti da ogni parte d’Italia, e lo si notava nel numero e nelle targhe dei tanti pullman e macchine parcheggiate nel piazzale esterno.

A differenza di altre assemblee asettiche e astoriche, alle quali si è stati presenti con tristezza (dalla Bertinoro1 alla Bertinoro2, alla manifestazione di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, al Congresso del Nuovo Psi, per non riandare a Congressi dei Ds), questa volta vi è stata chiara, precisa, intenzionale volontà e forza di richiamarsi alle radici, ai padri nobili, a protagonisti del socialismo italiano (da Turati a Nenni, a Rosselli, a Loris Fortuna, a Marco Biagi).

Alle 10.30 si è cominciato in orario, con la prima fila occupata dai rappresentanti della diaspora socialista (De Michelis, con la fronte e il volto tumefatti per una caduta recentissima, Del Bue, Battilocchio per il Nuovo Psi, Craxi e Zavettieri per ‘I Socialisti’, Boselli, Pia Locatelli, Villetti, Intini, Schietroma per lo SDI, Formica per l’Associazione Socialismo e Libertà), Angeletti per la Uil, Turci (vice-presidente del Gruppo Parlamentare della Rosa nel Pugno) per l’Associazione per la Rosa nel Pugno e il cosiddetto 'Movimento di Bertinoro'.
In prima fila erano seduti anche i parlamentari che hanno finora aderito alla Costituente, il diessino Barbieri e la margheritina Cinzia Dato, che hanno poi preso la parola.
Altri ospiti della mattinata sono stati gli on.li Willer Bordon, Grillini, Giorgio Carta (medico, sardo, nato nel 1938, segretario PSDI, che stranamente non è stato coinvolto formalmente nella 'Costituente Socialista'), una folta delegazione di dirigenti e parlamentari Radicali, da Antonietta Coscioni a Maurizio Turco. Sono mancati del tutto esponenti liberali, repubblicani di sinistra.

Nell’atrio, oltre alle schede di adesione, erano in vendita l’ultimo numero di Mondoperario, il quotidiano ‘Il Riformista’, che conteneva oggi una preziosa lettera di Gavino Angius, che è stata sintetizzata da Cecchi Paone ed è stata ripresa da Boselli, giacchè dice una cosa importante: egli personalmente, ma sicuramente a nome anche di una componente importante di Sinistra Democratica, è impegnato da oggi e quindi è disponibile per la costruzione di una forza che si colleghi al Socialismo Europeo.

Su un altro tavolo c’erano copie dell’ultimo libro di Macaluso, critico del Partito Democratico, come approdo non positivo della storia travagliata post-comunista e post-democristiana.

Ma la novità era nel palco, dove le due file di sedie erano occupate da giovani, maschi e femmine, che indicavano la nuova generazione, alla quale si intende passare il testimone e che deve incarnare il socialismo del futuro (non quello del passato, fatto sia di pagine esaltanti, ma anche di momenti tristi e di tragica divisione).

Da Paone è stata sottolineata la scelta non causale, ma beneaugurante, della data del 14 luglio, anniversario della Rivoluzione Francese, che segnò una rottura, un rinnovamento profondi e radicali della vita politica, culturale, sociale, civile della Francia e non solo della Francia.

La prima lettura fatta da un’attrice è stata di un brano di Carlo Rosselli (di cui era proiettata la foto sul grande schermo).
Nella mattinata gli interventi sono stati intervallati da altri brani, sempre recitati dall’attrice suddetta, di Tristano Codignola, Ignazio Silone, Nenni, Marco Biagi (sempre con le foto sullo schermo), con emozioni e lunghi applausi.

Al microfono si sono succeduti Pia Locatelli, Massimo Perna di Cassino a nome dell’Associazione Socialismo è Libertà di Formica, il deputato europeo Alessandro Battilocchio a nome del Nuovo Psi, gli on.li Cinzia Dato, Roberto Barbieri e poi Turci, Luigi Angeletti, un giovane esponente di ‘I Socialisti’(Nicola Carnovale).

Si è respirata veramente un’aria nuova, come se finalmente le vecchie facce avessero finalmente capito che bisognava fare un passo indietro, dare la luce della ribalta a volti nuovi e giovani e tutto questo ha animato, riscaldato la sala gremitissima, che ha accompagnato con applausi di consenso i passaggi più intensi e riusciti degli interventi, laddove più insistevano sulla necessità e sul dovere di voltare pagine, di non cadere nella nostalgia, di guardare al futuro, all’Europa, alla necessità come il pane di avere una rinnovata forza socialista democratica, liberale, riformista, capace di offrire una sponda solida nei riferimenti ideali e storici e nella chiarezza programmatica alla pericolosa confusione del quadro politico odierno.

Le conclusioni politiche finali sono state affidate a Boselli, che, da fine e navigato politico, ha descritto la situazione di crisi del Governo Prodi, pur nel riconoscimento di meriti di risanamento economico, ma con scarsa capacità riformatrice e laica, perché condizionato da ogni lato, specialmente dalle componenti della sinistra cosiddetta radicale, ma anche dal nascente Partito Democratico, che non aiuta la stabilità, nei contenuti e nelle forme che sta assumendo.
Ha di nuovo riassunto con lucidità le ragioni essenziali della riunificazione e dell’apertura del nuovo soggetto, che avrà la scadenza programmatica di settembre e il congresso fondativo a dicembre, dove si deciderà anche il nome (anche se lui preferisce il ‘PSI’ del 1893 a Reggio Emilia), si scioglieranno gli apparati dei soggetti che confluiscono, con l'impegno che solo con l’iscrizione di nuovi cittadini non socialisti, che intendono fare politica per il bene comune, si potrà vincere la scommessa.
Come si è detto, ha tenuto aperto il dialogo con Sinistra Democratica e in particolare con Angius e con i Radicali, che, se venissero con umiltà e costruttività, garantirebbero tutti insieme al processo una consistenza ragguardevole.

Alla fine, dopo la lettura da parte dei giovani Pirrotta e Mosca (dei giovani del Nuovo Psi e dello Sdi), i responsabili hanno firmato pubblicamente e solennemente il percorso indicato, la fine della diaspora, l’impegno a costruire con sincerità e persuasione il nuovo soggetto socialista, collegato con il PSE, con l’intento di avvicinare il sistema politico italiano all’Europa, che conosce in gran parte dei suoi paesi un grande partito socialista, di orientamento democratico e liberale, in contrapposizione democratica al partito popolare o altre forze liberaldemocratiche conservatrici e alla sinistra estrema.

Quasi nessuna informazione era stata data sull'importante avvenimento da parte dei mezzi di comunicazione di massa.
Il successo insperato ha permesso di sfondare il silenzio dell'informazione, ma solo con il TG2 delle ore 20.30, con un ampio servizio ricco di immagini e di interviste.

Dal sito dello Sdi si apprende che ha aderito alla Costituente Socialista anche l'on.le Grillini.

Si apprende che lo Sdi ha nominato come suo coordinatore per la 'Costituente Socialista' l'on. Giacomo Mancini (avvocato, nato a Bologna nel 1972, nipote omonimo del noto segretario e ministro calabrese del vecchio Psi), appartenente alla Camera al Gruppo ormai interpartitico della Rosa nel Pugno (Sdi, Radicali, nè socialisti o radicali, come Turci e Buglio, indipendenti come Capezzone).
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