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La vittoria socialista in Spagna e le idee liberalsocialiste di Zapatero

LA VITTORIA SOCIALISTA IN SPAGNA E LE IDEE LIBERALSOCIALISTE DI ZAPATERO

La vittoria socialista in Spagna del 14 marzo 2004 è un evento importante in Europa, perché interrompe la serie delle sconfitte socialiste, quali quelle recenti in Germania e in Grecia.

Essa è importante per il dibattito politico in Italia, sia perché dimostra che il socialismo liberale e democratico non è in declino, ma è, rimane e rimarrà anzi un soggetto fondamentale della politica europea, contro i provincialismi di origine specialmente ‘ulivista’ e ‘popolare’, assecondati dallo SDI, di un preteso ‘superamento’ delle idealità socialiste liberali e democratiche in un anonimo contenitore ‘democratico’ o ‘riformista’, sia perché molte idee (non tutte) di Zapatero, il nuovo leader vincente, sono profondamente liberalsocialiste e lontane da posizioni genericamente ‘socialiste’ o ‘operaiste’.
Ho scelto alcuni passaggi nei quali questa angolatura liberalsocialista è più vivida e nei quali più mi ritrovo. Essi sono ripresi dall’intervento conclusivo della conferenza pre - elettorale del Partito Socialista Operaio Spagnolo, tenutasi a Madrid il 17-18 gennaio 2004 e riportato nel numero di marzo 2004 della rivista “Le nuove ragioni del socialismo”.
”Lavoreremo in Europa per la nascita di una Costituzione per tutti e nel minor tempo possibile, affinché essa diventi un referente autorevole in relazioni internazionali basate sulla pace, la cooperazione e il dialogo

…Avremo un governo che lavorerà a favore dell’Europa per un mondo più giusto, con un modello di relazioni internazionali basate sul dialogo e sulla cooperazione.
Un tale governo manterrà relazioni amichevoli con gli Stati Uniti: il miglior rapporto che si può avere con un amico è basato sul rispetto; dire la verità in ogni momento e saper dissentire quando ciò è necessario…né sottomissione, né adulazione, né acquiescenza continua di un paese agli interessi di una amministrazione specifica.

Compagne e compagni, formeremo un governo in grado di combattere le tesi dello scontro di civiltà. Da secoli sappiamo che non esiste che una civiltà, quella del genere umano. Esistono invece diverse culture, identità differenti, religioni diverse, ma esistono soprattutto esseri umani uguali nei loro diritti…
Faremo avanzare una Spagna pluralista e lo sviluppo autonomista. Faremo in modo che le Comunità Autonome possano partecipare maggiormente alla gestione dello stato e alla costruzione europea, perché è un elemento essenziale per il corretto funzionamento di una serie di servizi… La Spagna necessita di una spinta economica per sviluppare nuove politiche sociali. Una spinta basata sui seguenti principi: la coesione sociale, l’inserimento della grande maggioranza dei cittadini come condizione imprescindibile per una crescita stabile nella società dell’innovazione e della globalizzazione. Occorre nel contempo disporre di una economia competitiva, dinamica ed innovativa, per far compiere passi avanti alle nostre politiche sociali. Per questo faremo sì che il nostro governo compia un salto in avanti nella realizzazione di uno stato dinamico, che centri i suoi obiettivi nell’educazione scolastica e nell’innovazione. In questi anni siamo progrediti nell’integrazione europea, ma i servizi pubblici sono peggiorati, l’accesso all’edilizia abitativa è divenuta sempre più diseguale, esiste una profonda discriminazione nel mercato del lavoro soprattutto per i giovani. Si verifica inoltre un abbandono intollerabile della pubblica istruzione, un funzionamento nefasto della giustizia e un abbassamento della sicurezza dei cittadini provocati da questo ‘governo delle destre’. Perciò dobbiamo garantire che questo sviluppo economico renda la Spagna del XXI secolo un Paese alla testa della società
dell’innovazione. Per questo inizieremo dalla educazione scolastica, dall’innovazione e dal sostegno effettivo alla ricerca, i cui addetti hanno manifestato e denunciato il grave abbandono e la negligenza nell’insieme del sistema della scienza e della ricerca. Su una cosa ritengo che la destra abbia ragione: quando
rivendica una ‘educazione di lusso’ per questo paese. Una educazione scolastica nella quale i giovani di 17 anni si trovino in condizione di padroneggiare l’inglese, in ogni aula ci sia un computer per ogni alunno. Vogliamo una educazione scolastica che punti al raddoppio delle borse di studio universitarie…
Mi offende il fatto che tanti giovani abbiano un lavoro precario e senza diritti. Dobbiamo compiere una svolta nel nostro mercato di lavoro per poter avere contratti più stabili e i lavoratori possano recuperare i loro
diritti. Mi scandalizza che nella Spagna del XXI secolo sia più importante il denaro che l’intelligenza. Per questo chiedo ‘una educazione di lusso’, la migliore educazione scolastica per questo Paese, la quale quindi deve rimanere pubblica, consentendo in questo modo pari opportunità per tutti…dobbiamo vincere per avere un governo il quale faccia diventare realtà che tutti i giovani abbiano le maggiori possibilità per il futuro, in funzione dei meriti e delle loro capacità. Vogliamo essere il Paese nel quale il merito abbia la sua ricompensa
e non attraverso il favoritismo e il clientelismo. Vogliamo una Spagna inserita in Europa e nel mondo. Una Spagna che si faccia guidare dalla coesione pluralistica e autonomistica; una Spagna dalla quale scaturisca un nuovo impulso economico e maggiori politiche sociali, una Spagna tollerante e moderna, una Spagna laica.
Non sopporto il maschilismo, né l’imposizione di una convinzione o di un credo, né gli atteggiamenti autoritari. La Spagna che andiamo a costruire è la Spagna dell’eguaglianza dei sessi. Nel nostro Paese non può esistere un maschilismo criminale che fa soffrire ogni anno tante donne. Non può esistere, e qui confermo il mio impegno a far in modo che la prima legge che invierò al Parlamento sarà la legge complessiva contro la violenza di genere, accompagnata dalle risorse per la piena attuazione.

Vogliamo una Spagna laica, dove nessuno imponga il proprio credo, tanto meno nella scuola. Per questo la religione dovrà essere una materia opzionale e non sottoposta a valutazione. E ciò sia nella scuola che per le leggi civili. Non accetteremo imposizioni basate su un credo nel nostro sistema di ricerca. Sosterremo e favoriremo la ricerca sulle cellule staminali per dare risposta a tanti problemi. Per questo diciamo ancora no alla imposizione di un credo religioso nella scuola, nelle leggi civili, nella ricerca.

Vogliamo che la nostra Spagna sia moderna, tollerante, laica, e non vogliamo comportamenti autoritari in un sistema democratico. Dobbiamo porre fine alla manipolazione della televisione, con i telegiornali su misura, alla utilizzazione dei pubblici ministeri al servizio dei governi, all’imbavagliamento del Parlamento e all’uso e l’abuso delle istituzioni e delle risorse pubbliche da parte del Partito Popolare, come è avventuro nella vergognosa campagna di propaganda a carico delle risorse di tutti i cittadini spagnoli. Vogliamo imprimere un ulteriore impulso democratico al nostro paese attraverso una democrazia più viva e vicina al cittadino, con un profondo rispetto istituzionale delle funzioni dei rispettivi poteri; con un governo che garantisca la trasparenza attraverso decisioni pubbliche, un governo che non manipoli, che si faccia ascoltare e che ascolti, un governo autenticamente democratico, come quello che avremo dal prossimo marzo.
Compagne e compagni, diciamo no ad una Spagna maschilista, ad una Spagna reazionaria.

Vogliamo una Spagna della cultura, una Spagna di uomini liberi.
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