NICOLA CHIAROMONTE

(1905 - 1972)

di NELLO AJELLO

E' gradevole - quasi struggente per chi l' ha conosciuto - veder ricordare Nicola Chiaromonte (1905-1972), una delle più alte coscienze civili del Novecento. Scritta da un giornalista che gli fu amico, questa biografia dà conto della sua azione politica e del suo magistero intellettuale.

Lucano, appassionato di filosofia, Chiaromonte fu antifascista, militante di Giustizia e Libertà, fuoruscito in Francia dal 1934 e negli Stati Uniti dal 1941.

Combatté in Spagna nella squadriglia aerea di André Malraux.

Intimo di Andrea Caffi, legato a Camus, devoto di Salvemini, frequentò l' élite radical di New York raccolta intorno alla rivista Politics di Dwight Macdonald.

Tornato nel 1947 in Italia, constatò che c'era poco spazio per il tipo umano da lui incarnato: l'"eretico". Chiamava "dilettanti di comunismo" gli intellettuali che fiancheggiavano il Pci.

Prima sul Mondo, poi sull'Espresso, tenne la rubrica di teatro (la sua passione); ma vi scriveva di tutto.

Nel mensile 'Tempo presente', che diresse insieme a Silone, manifestò il suo indignato anticomunismo, mantenendosi su una posizione di sinistra utopica.

Come Camus, difese sempre "la normalità dell'esistenza umana contro l'automatismo catastrofico della Storia".

Gino Bianco,
Nicola Chiaromonte e il tempo della malafede
Lacaita
pagg. 180, lire 25.000

(La Repubblica, 10 gennaio 2000)