MOZIONE POLITICO-ORGANIZZATIVA APPROVATA NEL CORSO DEL PRIMO CONGRESSO STATUTARIO TENUTOSI A ROMA IL 18 LUGLIO 2000
Il Partito d’Azione Liberalsocialista ricorda anzitutto con grande rimpianto, ma anche con immensa gratitudine, il suo massimo esponente e principale fondatore, l’indimenticabile Bruno Zevi, scomparso all’improvviso il 9 gennaio di quest’anno, impegnandosi solennemente a mantenerne e a rinnovarne la memoria, con la ripresa costante degli straordinari, fondamentali, preziosissimi insegnamenti politici e culturali presenti nelle sue battaglie e nei suoi scritti.

Con lo stesso spirito e lo stesso sentimento ricorda Aldo Garosci, scomparso il 4 gennaio di questo stesso anno.

Gli insegnamenti politici e culturali di Bruno Zevi e di Aldo Garosci si aggiungono al ricco patrimonio intellettuale e politico della tradizione azionista, giellista, liberalsocialista e i loro nomi saranno inseriti nel simbolo del Partito accanto a quelli di compagni e maestri già presenti.

Il Partito d’Azione Liberalsocialista, essendo nato nella immediata vigilia dei centenari delle nascite di Carlo Rosselli (Roma,1899) e di Nello Rosselli (Roma,1900), continuerà fino alla conclusione di essi ad impegnarsi con tutte le sue forze per le loro celebrazioni, come ha già fatto finora, affinché la memoria delle loro battaglie, della loro opera intellettuale, del loro sacrificio, di rilievo non solo italiano, ma europeo e mondiale, mai più venga perduta e sempre più si diffonda e si approfondisca, senza strumentalizzazioni e deformazioni.

La fondamentale stella polare del Partito è il primato dell’individuo, riferito specialmente ai più umili, ai più poveri, indipendentemente dal sesso e dal colore della pelle, alla cui libera espansione, alla cui felicità ogni sforzo di pensiero e di azione va impegnato, contro i tragici, ricorrenti, espliciti e sottili, tentativi di oppressione autoritaria, economica, culturale, espressione di egoistici interessi personali e di gruppi privilegiati, arroganti, violenti.

Riafferma solennemente pertanto, in modo più esplicito che nel suo sintetico statuto, la sua collocazione storico - ideale nella linea delle più nobili, integre, europee tradizioni liberaldemocratiche e liberalsocialiste, dal Risorgimento repubblicano ad oggi, e che possono essere idealmente simboleggiate per l’Italia nelle figure di Giuseppe Mazzini e di Carlo Rosselli.

La difesa e il rafforzamento delle istituzioni repubblicane, liberali e democratiche, frutto del sacrificio di generazioni dal Settecento ad oggi, sono le prime fondamentali stelle polari del Partito. Esso è antitotalitario, antiautoritario, antistatalista per definizione e individua nel comunismo reale, nel fascismo, nel nazismo, nell’integralismo religioso ed etnico del Novecento i più demoniaci e tragici volti dell’oppressione dell’individuo, principali nemici combattuti e da combattere, accanto ad altre forme autoritarie, stataliste e integraliste sul piano istituzionale, economico e culturale, che hanno prodotto e continuano a produrre tragedie e anche stermini, spesso poco noti, da denunciare e combattere ogni giorno.

Il Partito d’Azione Liberalsocialista ha la fede che il liberalsocialismo, come sintesi inscindibile di libertà e giustizia sociale, possa arricchire di nuovi orizzonti la limitata repubblica liberaldemocratica ed inverare le più profonde istanze socialiste riformiste, contribuendo a governare la complessa realtà della globalizzazione, con una creativa e sapiente azione volta coniugare le istanze entrambe doverose della libertà e della giustizia sociale, di cui ha saputo dar prova dovunque ha avuto forza e possibilità di manifestarsi (dall’azione mazziniana a quella rosselliana a quella del Governo Parri).

Il Partito d’Azione Liberalsocialista si contrappone idealmente, storicamente, politicamente al centro-destra, che è egemonizzato tra l’altro in questa situazione storico-politica da forze post-fasciste, secessioniste, post-democristiane, tutte estranee poi profondamente ad una rispettabile istanza liberalconservatrice, tanto è vero che nessuna di esse si definisce formalmente ’liberale’. La collocazione storica e ideale del Partito d’Azione Liberalsocialista è stata, è, non può non essere, sarà sempre la sinistra, al massimo la sinistra-centro, ma si colloca in esse in modo autonomo.

Nell’attesa di forze nuove integre, con le quali siano possibili collaborazioni stabili e rispettose, non si assumeranno, come nello stile etico - politico azionista e liberalsocialista, atteggiamenti pregiudiziali, ma liberi comportamenti politici che sappiano riconoscere la positività o meno di singole iniziative e proposte portate avanti da altre forze politiche, che vadano però nella direzione non di difesa di interessi particolari, di clan, di gruppi, ma di liberazione concreta e puntuale delle persone. Il Partito d’Azione Liberalsocialista per la sua diffusione e per la sua azione individua negli enti locali (dai Comuni alle Province, alle Regioni) i primi e fondamentali luoghi di impegno e di lotta politica, onde garantire un raccordo reale con i reali problemi della gente e misurare, saggiare a quel livello fondamentale l’efficacia e l’incidenza delle sue proposte.

Dati la sua storia diversa dai partiti repubblicani liberaldemocratici e dai partiti socialisti riformisti e il diverso orizzonte ideale e politico nel presente e nel futuro, il Partito d’Azione Liberalsocialista non si ritrova in nessuna delle Internazionali presenti attualmente nello scenario politico mondiale. Auspica la nascita di una “Internazionale Liberalsocialista”.



18 PUNTI DI UN PROGRAMMA LIBERALSOCIALISTA

1) Rafforzare decisamente l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), il secondo fondamentale tentativo storico (dopo il tragico fallimento della Società delle Nazioni degli anni Venti e Trenta del Novecento) di regolare la vita internazionale secondo principi di pace, di giustizia, di umanità, di libertà, di democrazia, sotto il martello dell’esperienza sconvolgente e disumana delle guerre mondiali, dei totalitarismi, dei nazionalismi, culminati ad Auschwitz, sempre all’orizzonte ormai della storia umana, ed alla luce della situazione limite atomica e ambientale attuale, mettendo a disposizione l’esercito volontario, altre forze e tutti i mezzi che si rendono necessari e sono richiesti.

2) Promuovere in contemporanea, sempre nello spirito costruttivo di una regolamentazione internazionale e di un raccordo con l’ONU, la Unione Europea, miracolosa esperienza storica associativa tra popoli che si sono scannati per secoli, provocando oceani di sangue e di sofferenze.

3) ‘Disarmare’ la chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, eliminando privilegi e posizioni temporalistiche, fanatismi, incompatibili con il ruolo di libere associazioni volontarie private che dovrebbero avere in società liberaldemocratiche, fondate sul rispetto di universali diritti.

4) Combattere gli effetti nefasti dell’ignoranza, dei pregiudizi, delle superstizioni, assicurando ad ogni cittadino, ad ogni cittadina, i fondamentali orizzonti di conoscenza storica e scientifica conquistati dall’umanità. Si avrà così anche lucida connsapevolezza dell’attuale situazione storica, per operare a livello personale e collettivo con più responsabilità, incidenza, efficacia, senza lasciare i problemi irrisolti o più pericolosamente incandescenti.

5) Garantire una vita quotidiana, nel territorio in cui si vive, serena e libera da minaccia fisica, separando decisamente per tutta la vita o per vari periodi, a seconda della gravità dei comportamenti e degli effetti, chi non vuole vivere nel lavoro e nella ricchezza onesti e nel rispetto degli altri (con il diritto/dovere del lavoro, perchè nessuno deve essere parassita anche in carcere).

6) Tutti al lavoro e lavoro per tutti, per uomini e donne, al compimento della maggiore età, esclusi i minorenni, i veri anziani, i veri disabili, accuratamente accertati, solidarmente aiutati, assicurando in tutti i modi possibili la piena occupazione, con la religione dei doveri, oltre che dei diritti.

7) Agevolare a singoli e coppie che ne sono privi l’accesso ad una casa dignitosa, al compimento della maggiore età.

8) Assoluta concentrazione delle risorse pubbliche sulla sanità pubblica, fatta vivere con razionalità e modernità, senza sprechi e clientelismi. Nessun finanziamento pubblico alla sanità privata.

9) Sindacati liberi da partiti e sindacati, con una visione non corporativa, sempre costruttiva.

10) Assoluta concentrazione dello stato liberaldemocratico per asili, scuole, università pubbliche, che esaltino lo spirito critico, la serietà degli studi, la valorizzazione del merito, la ricerca collegata anche con la libera vita economica e sociale. Nessun finanziamento pubblico alla scuole ed alle università private.

11) Una unica, fondamentale scala retributiva per tutti i dipendenti pubblici, dal livello locale a quello nazionale, evitando giungle e privilegi corporativi, col saccheggio ingiusto del pubblico denaro, con valorizzazioni annuali del merito, della presenza in servizio, dei sacrifici, puntualmente, realmente accertati.

12) Distinguere nella gestione pensionistica la previdenza dall’assistenza, assegnando ad ogni cittadino, come col codice fiscale, una sola posizione pensionistica, sulla quale caricare tutti i versamenti obbligatori e volontari, per avere dalla Stato una sola rivalutazione, quando si decide di andare in pensione (con distinzioni nette di trattamento sulla base di quello che si è versato).

13) Struttura nazionale indipendente dei concorsi pubblici, affidata a tecnici, col controllo di magistrati, guardia di finanza, col massimo di trasparenza e di annua valutazione del Parlamento, per ogni posto che si rende libero e realmente necessario, dal più semplice al più complesso, in ogni angolo d’Italia, stroncando l’attuale, immonda, ingiusta situazione di raccomandazioni, di assegnazioni fondate su appartenenze e fedeltà familiari, politiche, sindacali, corporative, valorizzando solo il merito, la competenza, la serietà, senza cui la società va allo sfascio e imperano solo disordine, sfaticataggine, presunzione, invidia, dissipazione del pubblico denaro.

14) Vita politica locale (Comuni, Province, Regioni) fondata su ampia, libera, agevolata partecipazione democratica, con controllo periodico mensile pubblico, istituzionalizzato, del denaro pubblico degli onesti cittadini e del comportamento di sindaci, presidenti, assessori, consiglieri, dirigenti, impiegati.

15) Una nuova legge urbanistica, che sottragga lo straordinario territorio italiano all’attuale disordine e saccheggio di lobbies e corporazioni, con scempi e risultati disastrosi per la vivibilità individuale e collettiva, imponendo agli 8101 Comuni regole precise e ispirate ad alta e creativa professionalità urbanistica, con il coinvolgimento delle popolazioni.

16) Consapevolezza collettiva della situazione limite atomica-ambientale attuale ed assunzione di comportamenti individuali e collettivi ispirati al rispetto degli equlibri ambientali e dei diritti degli animali, nostri parenti lontani e vicini.

17) La specie umana, nata in Africa, con lo stesso processo evolutivo di altre, circa due milioni di anni fa, non ha nessun diritto-potere, se non demoniaco, di distruggere per sè e per gli altri il misterioso, caro, straordinario pianeta Terra, unica e miracolosa nostra casa, che gira a velocità vorticosa intorno alla stellina Sole in un angolo remoto della nostra galassia, insieme a migliaia di altre gallassie, in questo inimmaginabile infinito, che si apre sopra le nostre piccolissime e spesso stupidamente presuntuose teste, quando abbiamo tempo di alzarle, una sera qualsiasi.

18) Ogni iniziativa individuale e collettiva va assunta e svolta, tenendo presente questo fondamentale sfondo storico-ambientale.

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